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Dal dopoguerra alla morte di Gottwald: 1945-47 | Febbraio 48 | 1949 | 1949-II | 1950 | 1950-II | 1951 | 1953

 

Si approfitta anche della dipendenza economica della Chiesa dallo stato, retaggio dell'epoca imperiale: dalla seconda metà dell'Ottocento, quando i redditi delle loro prebende non erano sufficienti, i religiosi venivano stipendiati da fondi costituiti con le proprietà dei conventi soppressi sotto Giuseppe II. Lo stato era amministratore e usufruttuario di questo fondo e ne usava i proventi per pagare i sacerdoti. Anche il nuovo stato cecoslovacco dopo il 1918 si attenne a questo metodo, con un miglioramento introdotto nel 1928.

Dal 3 al 6 luglio, presso i monumenti che ricordano avvenimenti cruciali della storia patria, si alternano delegati governativi con discorsi mirati contro la Chiesa cattolica.

Il 15 luglio il Fronte Nazionale elabora la proposta di legge che prevede un'indennità da parte dello stato per i bisogni personali e materiali della Chiesa ma al tempo stesso, al par. 10, stabilisce che "ogni nomina di sacerdoti deve essere approvata dall'amministrazione statale". Sottolineando la garanzia del benessere materiale, da parte statale si vuole rendere docile il clero; i vescovi sono così obbligati a occuparsi di una questione che non rientrava nelle immediate preoccupazioni, e ribadiscono con fermezza che non intendono diventare una Chiesa di stato sottoposta all'arbitrio delle autorità civili. Elaborano un progetto di dichiarazione di protesta che i sacerdoti avrebbero inviato al Fronte Nazionale e al proprio ordinario. Al 21 settembre sono 1628 i sacerdoti che firmano la protesta (su 4541 al 1/1/1950).


Intanto si riempiono le carceri

Nella seconda metà del 1949 si susseguono numerosi arresti fra i religiosi: i francescani V. Rechka (condannato a 2 anni di carcere per aver letto e commentato la lettera pastorale proibita), A. Moc (7 anni per "tradimento" della patria, reo di aver letto la lettera pastorale e il decreto di scomunica vaticana), S. Kuncar, F. Jelsik, V.R. Hlavac (tutti e tre a 2 anni per infrazione di alcune disposizioni restrittive). A Brno muore durante l'interrogatorio J. Koutny, docente di esegetica presso l'istituto teologico locale. P. A. Fajstl viene condannato a 8 anni di carcere duro, alla confisca dei beni e alla sospensione dei diritti civili per 10 anni per avere indotto un'anziana comunista ad uscire dal partito. Il 14 settembre viene arrestato p. A. Culik e condannato a 10 anni di carcere per tradimento. Il 20 settembre viene condannato il segretario dell'arcivescovo di Olomouc, p. T. Funk a 10 anni di carcere per aver diffuso istruzioni sull'applicazione del decreto di scomunica dell'Azione cattolica. Il 25 ottobre si svolge a Brno il processo contro gli ex funzionari delle locali scuole superiori e dell'Unione provinciale degli studenti superiori, fra cui molti cattolici, tutti condannati all'ergastolo.

 Il 3 ottobre a Praga si svolge l'"Azione T-43" contro la "reazione", che serve a rastrellare persone da mandare nei campi di lavoro. Le direttive prevedono l'invio di circa 3000 persone al mese per un totale di 150.000 nel quinquennio 1949-1954. Per rendersi conto di come l'impostazione ideologica sia radicata, basta sentire le migliori dichiarazioni dei nostri paleocomunisti italiani, il loro livore e l'odio ad personam contro gli avversari politici. Dopodichè il passo verso la costruzione di campi di lavoro e ospedali psichiatrici è solo la diretta conseguenza.


Le leggi in materia ecclesiastica

Il 14 ottobre 1949 vengono approvate dal parlamento le nuove leggi in materia ecclesiastica. "La legge sulla copertura economica delle Chiese e delle comunità religiose da parte statale - spiega il portavoce del parlamento - rigenera le Chiese e le comunità religiose, liberandole da interessi e influssi non cristiani e materiali, riparando torti secolari perpetrati nei confronti del clero più povero di tutte le Chiese... Per la prima volta dopo la vittoria della democrazia popolare, abbiamo realizzato un'opera attesa da intere generazioni del clero". Anche Cepicka si accoda al coro trionfalistico, si scaglia contro Beran e i vescovi, e aggiunge: "E' naturale che lo stato si riserva il diritto di verificare le persone che vengono proposte alle funzioni ecclesiastica dal punto di vista della fedeltà popolare e statale. Chiaramente non si può tollerare che alcuni posti nella Chiesa o nelle associazioni religiose vengano usati per attività antistatali o sovversive".

Le leggi approvate sono: La 217/1949 con la quale lo stato istituisce l'Ufficio affari religiosi; la 218/1949 sulla copertura economica di Chiese e comunità religiose da parte statale; e le ordinanze: 219/49 riguardante la copertura economica per la Chiesa cattolica, seguita da altre 4 ordinanze relative alla Chiesa hussita, ai protestanti, agli ortodossi e alle associazioni religiose. La legge 218/49 e l'ordinanza 219/1949, oltre a fissare la congrua, fanno in modo che l'ordinazione non dia più al sacerdote il diritto a ricevere l'autorizzazione statale senza cui non è possibile svolgere attività pastorale; l'autorizzazione è concessa quando lo stato si fida del nuovo sacerdote, ma non ci sono norme che stabiliscano "come" o "quando"; anche il ritiro dell'autorizzazione è a discrezione dell'amministrazione statale, e non esiste la possibilità di ricorso; l'attività del prete autorizzato è rigidamente circoscritta alla sua parrocchia. Inoltre, in base al PAR. 1 della 219/49 i sacerdoti continuano a dipendere dalla propria Chiesa ricevendo lo stipendio dallo stato senza essere impiegati statali, un provvedimento che procurerà non pochi problemi per la stessa procura generale durante la revisione del provvedimento al tempo della Primavera di Praga. La violazione di queste norme viene perseguita penalmente. Il Par. 178 del codice penale prescrive che chi, con l'intento di sottrarsi o di ostacolare l'esercizio del controllo statale sulla Chiesa, viola la legge n. 218/49, sarà punito con la privazione della libertà fino a due anni o con una sanzione pecuniaria. Nelle settimane successive alla promulgazione di queste leggi, Gottwald firma l'amnistia per 395 preti e laici precedentemente incarcerati.

Il 21 ottobre i vescovi esprimono la loro costernazione per "leggi che sono in contrasto con la Costituzione e contro la libertà della Chiesa. Senza interpellare la Chiesa è stato alterato e sopraffatto l'attuale ordine ecclesiastico legale e organizzativo". I vescovi esortano i sacerdoti a rispettare prima di tutto la legge divina e a non sottostare alle imposizioni statali che vanno contro le libertà fondamentali.


 

Vladimir Clementis

Nato nel 1902. Politico e diplomatico slovacco, avvocato. Combatte nell'armata cecoslovacca all'estero (Francia e Gran Bretagna) durante la Seconda guerra mondiale. Nel '39 espulso dal Partito comunista per la sua critica al patto di non aggressione sovietico-tedesco, riammesso nel 1945. Nel periodo 1948-50 ministro degli esteri cecoslovacco, nel 1950 viene accusato di "nazionalismo borghese", arrestato nel '51 e nel 1952 condannato alla pena di morte durante il processo a Slansky. Riabilitato nel 1963.

Zapotocky apre i lavori del Comitato d'azione del Fronte nazionale, a Praga, il 15 luglio 1949, cui partecipano

Josef Plojhar

Nato il 2 marzo 1902 a Cs. Budejovice, politico, sacerdote cattolico. Negli anni 1939-45 è rinchiuso nei lager nazisti di Dachau e Buchenwald. Nel 1948 appoggia il colpo di stato comunista; attivo nello sfascio della Chiesa cattolica in Cecoslovacchia, dal 1948 al 1968 è ministro della sanità (favorevole all'aborto). Dal 1948 al '51 è vicepremier. Muore il 5 novembre 1981 a Praga.