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Dal dopoguerra alla morte di Gottwald: 1945-47 | Febbraio 48 | 1949 | 1949-II | 1950 | 1950-II | 1951 | 1953

 

IL DOPOGUERRA (1945-1947)

Al termine della seconda guerra mondiale, nel maggio del '45, viene ricostituita la repubblica cecoslovacca com'era prima del '38. Il governo, in esilio a Londra, ritorna a Praga con il centro della resistenza cecoslovacca di Mosca. Già nell'aprile del '45 il presidente Benes nomina il nuovo governo con a capo Zdeněk Fierlinger, allora ambasciatore cecoslovacco a Mosca. Sono solo 4 i partiti politici che ora possono agire, e che non erano stati compromessi con gli occupanti: il Partito social-nazionale, i Socialdemocratici, il Partito comunista e il Partito popolare; in Slovacchia sono presenti solo il Partito comunista e il Partito democratico. Tutte queste forze convogliano nell'unico Fronte nazionale. Il fatto che la maggior parte del paese fosse stata conquistata dalle truppe sovietiche durante l'ultima fase della guerra (gli americani mantennero la linea di demarcazione della Boemia occidentale per poi ritirarsi in Germania. Si noti che la storiografia ufficiale comunista ha sempre negato la liberazione di una città importante come Plzen da parte americana; le truppe USA non entrarono a Praga su pressioni sovietica e ceca soprattutto di J. Smrkovsky, vicepresidente del Consiglio nazionale), desta sentimenti di simpatia verso l'URSS e il Partito comunista. I soldati sovietici vengono accolti con entusiasmo come fratelli slavi liberatori dal giogo nazista. Ma tra loro c'è chi aveva da tempo atteso e preparato questo giorno per arrivare all'instaurazione del regime comunista. Nel '45 ci fu "la liberazione, ma non la libertà. Il trionfalismo del PC cecoslovacco fu mostruoso e sfacciato" (Zverina). La propaganda comunista sottolinea la differenza tra le conquiste dell'URSS, paradiso del socialismo, e la dura realtà del dopoguerra. Inizia contemporaneamente la critica agli Alleati occidentali, quantomai ingiusta perchè la Cecoslovacchia riceve 1945 ingenti aiuti economici dell'UNRRA (United nations relief and rehabilitation administration), composti prevalentemente dalle eccedenze americane, per un totale di 275 milioni di dollari.


Avvio della statalizzazione
Il 21 giugno Benes firma il decreto 12/1945 con cui vengono confiscate le proprietà terriere dei cittadini di origine tedesca e ungherese e sospettati di aver collaborato con il nazismo: si tratta di 2,5 milioni di ettari, ridistribuite in misura di 13 ettari ai piccoli contadini. Il 24 ottobre 1945 il decreto (100-103/1945) avvia la statalizzazione di aziende (circa 3000 aziende, i 2/3 dell'imprenditoria ceca, finiscono nelle mani dello Stato), banche e assicurazioni.

ZDENĚK FIERLINGER

Nato nel 1891, diplomatico e politico. Negli anni 1937-39 e 1941-45 ambasciatore in URSS. Nel 1945-46 presidente del governo. Già presidente della Socialdemocrazia cs., nel 1948 la fece confluire nel PC. Membro della presidenza del Comitato Centrale del PC (1948-66). Vicepremier negli anni 1948-53, presidente del parlamento dal 1953 al '64. Parlamentare, muore nel 1976.

"NON SARÀ IL PARADISO IN TERRA"

Dalla 2° riunione del parlamento provvisorio, 28 ottobre 1945.

Benes: "Alcune considerazioni sulla nostra misura economica, la più importante forse, legittimata dalla firma dei decreti sulla statalizzazione e sulla nazionalizzazione di industrie, banche e assicurazioni. Non mi nascondo il fatto che in questo modo andiamo a toccare le strutture della società liberale precedente, e che ci mettiamo sulla strada che dovrà condurre alla socializzazione della società moderna. Non si tratta di un semplice passaggio da una fase di sviluppo sociale a un'altra; è solo l'inizio della costruzione di nuove forme di proprietà, accanto a quelle privata e cooperativa... Non dobbiamo però farci alcuna illusione che tutto questo significherà da subito un nuovo paradiso, o produrrà grandi agevolazioni o un generale miglioramento delle condizioni materiali per la classe operaia e la popolazione industriale in genere... Dobbiamo renderci conto che qui iniziamo a costruire una nuova etica sociale e che con questi provvedimenti non cambiamo solo le istituzioni, bensì vogliamo e dobbiamo creare anche l'uomo nuovo".

Il 1946

Proseguono le espulsioni dei cittadini di origine tedesca, iniziate al termine della guerra: dai 3 milioni nel '46 si scenderà a 185.000 nel 1948, perlopiù antifascisti dichiarati, professionisti altamente specializzati, nuclei familiari ceco-tedeschi.


Le prime elezioni

Il 25 maggio 1946 si svolgono le elezioni dell'assemblea costituente per la formazione del parlamento. I cittadini votano per i candidati del Fronte nazionale e per alcuni candidati senza partito. La stampa appoggia in massa i comunisti e si fa beffe delle altre formazioni politiche che compongono unitariamente il Fronte. Il 19 giugno Benes viene riconfermato presidente della repubblica. Il 2 luglio Benes nomina premier il comunista Klement Gottwald . Il paese si orienta politicamente verso l'URSS.

EDVARD BENEŠ

Nato nel 1884, sociologo e politico. Membro del partito di Masaryk, suo collaboratore in Francia. Negli anni 1916-18 all'estero si attiva per il riconoscimento dell'indipendenza cecoslovacca (1918). Negli anni 1918-35 ministro degli esteri, presidente del governo (1921-22). Il 18/12/35 eletto presidente della repubblica. Durante la II guerra mondiale è in esilio a Londra. Rientrato dopo la guerra, presidente dal 19/6/1946. Nel maggio '48, dopo il colpo di stato comunista, si rifiuta di firmare la nuova costituzione e il 7/6/48 abdica. Muore nello stesso anno.

ADESIONI AL PARTITO COMUNISTA

  1. al 3/7/1945: 475.304 membri

  2. al 15/3/1946: 1.007.834

  3. al 25/2/1948: 1.519.900


RISULTATI ELEZIONI DEL 26/5/1946

Boemia-Moravia:

  1. Partito comunista: 40,17% (93 deputati)

  2. Partito social-nazionale: 23,66% (55 deputati)

  3. Partito popolare: 20,24% (46 deputati)

  4. Partito socialdemocratico: 15,58 (37 deputati)

  5. (bianche) 0,35%

Slovacchia:

  1. Partito democratico: 62% (43 deputati)

  2. Partito comunista slovacco: 30,37% (21 deputati)

  3. Partito della libertà: 3,73% (3 deputati)

  4. Partito del lavoro: 3,11% (2 deputati)

  5. (bianche) 0,79%

Nel Parlamento provvisorio di 300 seggi, i Partiti comunisti ceco e slovacco ne occupano 114.

PARTITO COMUNISTA

Fondato il 14-16 maggio 1921 a Praga su iniziativa della sinistra marxista del partito socialdemocratico. Nel dicembre 1938 l'attività fu proibita, e la maggioranza dei suoi dirigenti si rifugiò a Mosca dove formò la direzione estera (Gottowald, Sverma, Slansky, Kopecky, Krosnar...). A causa della divisione del Paese durante l'occupazione nazista, nel marzo 1939 i comunisti slovacchi crearono un proprio Partito (KSS). Negli anni 1969-71 vi furono numerose epurazioni all'interno del Partito. Dall'89 come Partito comunista cecoslovacco non esiste più. Esiste oggi come PC ceco-moravo. Organo del partito dal 1921 al '90 è stato il Rude Pravo. La presenza del Partito era capillare: dalla direzione nazionale alla cellula della via o del palazzo. Il candidato, una volta accolto, doveva versare un contributo e veniva inserito nella nomenklatura di partito (carrieristi).

JULIUS DURIS

Nato nel 1904 politico comunista slovacco. In carcere durante la seconda guerra mondiale. Membro della presidenza del Comitato centrale del Partito. 1945-1951 ministro dell'agricoltura, dal '53 al '63 ministro delle finanze. Nel 1963 viene sollevato dagli incarichi, e nel 1970 espulso dal partito.

Il 1947: no al Piano Marshall


Il 24 aprile 1947 il ministro comunista dell'agricoltura Duris annuncia il "programma di Hradec Kralove" che riprende la propaganda usata durante la campagna elettorale riguardo all'agricoltura; prevista l'espropriazione dei terreni agricoli oltre i 50 ettari di superficie.

L'8 giugno, in occasione del 50° di fondazione del Partito social-nazionale, a Praga i dirigenti del partito tengono discorsi apertamente anticomunisti.

Il 4 luglio il governo ancora tentenna sull'adesione al piano Marshall: ci sono in gioco almeno 15 miliardi di dollari, ma i comunisti vogliono sottomettersi alle decisioni di Stalin; la delegazione recatasi a Mosca per avere il parere sovietico riceve il "no" di Stalin per "non danneggiare i rapporti sovietico-cecoslovacchi". "Il governo - si legge in una nota del 15 luglio - ha incaricato il suo presidente Gottwald affinchè esprima ringraziamenti al governo sovietico e al generalissimo Stalin per la comprensione e le importanti decisioni prese, con le quali si apre un nuovo periodo di rapporti economici e commerciali tra la Cecoslovacchia e l'URSS". La situazione nel paese è tesa e instabile. I non comunisti (soprattutto i socialdemocratici) si rendono conto del pericolo antidemocratico rappresentato dalla classe dirigente. I comunisti sfruttano queste tensioni a proprio favore per allontanare ministri e funzionari non graditi, e per lusingare chi resta.

La liberazione del maggio 1945, l’ingresso dell’Armata Rossa, l’arrivo di Benes.

La propaganda elettorale per le elezioni del 1946.

Cecoslovacchia 1948: i comunisti al potere.