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La normalizzazione: 1969-71 | 1973-75

 

1969: la “normalizzazione”

Il termine "normalizzazione" (ufficialmente si parlava di "consolidamento") si riferisce tecnicamente al periodo che va dall'autunno 1968 al XIV Congresso del Partito del 25-29 maggio 1971.

Nell'agosto 1968 Gustav Husak diventa primo segretario del partito comunista slovacco succedendo a Bilak, e durante il plenum del CC (14-17 novembre) chiede che il sistema politico sia chiuso a qualsiasi tentativo antisocialista. Dal punto di vista dei rapporti Stato-Chiesa, il 21 agosto non sembra aver compromesso la situazione: il 31 ottobre si apre la sezione di Olomouc della Facoltà teologica di Litomerice (chiusa poi nel 1972), i vescovi possono ancora compiere la visita "ad limina". Il 1 gennaio 1969 entrò in vigore la nuova Costituzione che faceva della Cecoslovacchia una repubblica federativa. I problemi riguardanti la Chiesa restano di competenza dei governi nazionali ceco e slovacco, mentre il governo federale coordina "le valutazioni dei problemi di importanza nazionale". Viene creato un gruppo di lavoro fra i deputati incaricato di trattare i problemi di politica ecclesiastica, pianificare la dislocazione degli ordini religiosi e raccomanda al ministro della sanità, Vlcek, di consentire ai Fratelli della Misericordia di lavorare nelle istituzioni sanitarie.

Il 16 ottobre 1968 viene firmato a Praga tra Cecoslovacchia e URSS l'accordo sulle condizioni della permanenza temporanea di truppe sovietiche in territorio cecoslovacco: ci rimarranno fino al 1991.

Il 29 dicembre, dimissioni del governo in concomitanza con il riordino dei ministeri a livello federale.

Il 16 gennaio 1969 Jan Palach si dà fuoco in piazza San Venceslao, seguito da altri due gesti, quello di Jan Zajic e di Evzen Plocek.

JAN PALACH

Per presentare le vicende collegate alla figura di Jan Palach,  rimandiamo alla pagina web a lui dedicata e all’articolo de “La Nuova Europa”:

UN LUNGO PERIODO DI SILENZIO CIMITERIALE

Dopo il grande slancio sociale del Sessantotto, con l'intervento sovietico e il suo straziante epilogo, Husak sostituì Dubcek, e subito cominciò un lungo periodo di silenzio cimiteriale. Il vecchio-nuovo apparato di governo si modellò rapidamente ed attuò tutte le epurazioni, i divieti e le liquidazioni; la società spossata si abituò rapidamente al fatto che tutto quello che un tempo era stato proclamato impossibile, era di nuovo possibile, e che una stupidità cento volte smascherata e derisa poteva tornare a regnare; la gente si ripiegò su se stessa e smise di interessarsi delle questioni comuni. Comincia l'epoca di una rassegnata apatia e di una estesa demoralizzazione, comincia l'opera di una grigia quotidianità totalitario-consumistica. La società era atomizzata, i piccoli centri focali di resistenza vennero annientati, la comunità ingannata e stanca faceva finta di non saper niente di essi, il pensiero indipendente e la creazione si rifugiarono nelle trincee della parte più intima della vita privata.

(V. Havel, Interrogatorio a distanza, 1990, p. 126)

http://charta77.angelobonaguro.eu/documenti/articolo3feste.htm

Il funerale di Palach.

Angelo Bonaguro

Jan Palach, la prima fiaccola

Jan Zajic (1950-1969)


Nato il 3 luglio 1950 a Vitkov. Nel 1965 inizia gli studi presso un istituto per ferrovieri a Sumperk, coltivando interessi umanistici; agli inizi del 1969 partecipa agli scioperi della fame e alle commemorazioni degli studenti per il sacrificio di Palach presso la statua di san Venceslao a Praga. Il 25 febbraio 1969, in occasione del 21° anniversario del colpo di stato comunista, si reca a Praga in compagnia di tre amici, portando con sè alcune lettere e un appello ai cittadini cecoslovacchi. Dopo aver consegnato agli amici le lettere e l'appello ed essersi congedato da loro, acquista del materiale infiammabile e si nasconde nel portone dell'edificio al numero 39 di piazza San Venceslao, dove verso le due del pomeriggio si dà fuoco. La polizia ne vieta l'inumazione a Praga, come aveva desiderato. Le esequie si tengono a Vitkov il 2 marzo.

Dalla lettera ai familiari:

"Mamma, papà, fratello e sorellina! Quando leggerete questa lettere sarò già morto o molto vicino alla morte. So quale profonda ferita provocherò in voi con questo mio gesto, ma non preoccupatevi per me... Non lo faccio perchè sono stanco della vita, ma proprio perchè la apprezzo. E la mia azione ne è forse la migliore garanzia. Conosco il valore della vita e so che è ciò che abbiamo di più caro. Ma io desidero molto per voi e per tutti, perciò devo pagare molto...

 

EvŽen Plocek (1929-1969)


Nato il 29 ottobre 1929 a Jihlava. Dal '43 utensilista presso la Motorpal della cittadina; nel 1953 si sposa, nel '55 entra nel Partito e diventa presidente del Movimento sindacale rivoluzionario. Durante la Primavera di Praga sostiene la linea riformista. Il 4 aprile 1969, Venerdì santo, dopo aver salutato i genitori uscendo dal lavoro si dirige verso la piazza di Jihlava. Passando davanti all'edificio del comitato locale del Partito, getta due volantini: "La libertà è rivoluzionaria, scrisse Gramsci", e "Sono a favore del volto umano, non della gente spietata. Evzen". Arrivato in piazza, si dà fuoco. Muore il giorno dopo per le gravi ustioni riportate.