1945-53 | 1954-67 | 1968 | 1969-74 | 1978-89 | Dissenso | Repressioni | Documenti | Risorse
Il dissenso: Charta 77 | La Chiesa | VONS | Samizdat
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V. HAVEL, COSì NASCONO I “DISSIDENTI”
"La definizione di «dissidente» necessariamente richiama l’idea che si tratti di una professione speciale; quasi che, oltre ai vari modi più normali di vivere, ce ne fosse uno speciale, cioè il brontolare dissenziente sulla situazione; come se il «dissidente» non fosse semplicemente un fisico, un sociologo, un operaio o un poeta che agisce come sente che deve agire e che solamente dalla logica interna del suo pensare, agire e lavorare (messa a confronto con le occasionali circostanze esterne) è stato portato – senza premeditazione o compiacimento – a uno scontro aperto con il potere, ma fosse invece uno che ha deciso di fare nella vita lo scontento di professione, come un altro decide che farà il calzolaio o il fabbro.... Insomma la «dissidenza» non è una professione, …è invece inizialmente e soprattutto una posizione esistenziale che per di più non è monopolio di coloro che si fregiano del titolo di «dissidente». Se da tutte le migliaia di individui anonimi che tentano di vivere nella verità… si scegliessero alcune decine di persone e si formasse con loro una speciale categoria sociale, un simile modo di procedere delineerebbe un’immagine completamente deformata della situazione generale, sia che faccia trionfare l’idea che i «dissidenti» sono una specie di élite, un gruppo esclusivo di «fauna protetta» a cui è permesso quello che agli altri è vietato e che il governo alleva forse come esempio vivente della propria magnanimità, sia che al contrario alimenti l’illusione che se sono solo così pochi i perennemente insoddisfatti e se non combinano neppure granché, allora vuol dire che tutti gli altri sono veramente soddisfatti... Ma non è tutto: questa categorizzazione finisce anche per dare involontariamente credito all’idea che per i «dissidenti» si tratti soprattutto di un loro interesse di gruppo... Questa immagine contrasta profondamente con il significato reale della posizione «dissenziente» che invece si riferisce all’interesse per l’altro, per ciò che la società nel suo insieme soffre, quindi per tutti gli «altri» che non si fanno sentire. Se i «dissidenti» hanno un briciolo di autorità e non sono già stati schiacciati da un pezzo... non è certo perché il governo abbia in grande considerazione questo gruppuscolo esclusivo e le sue esclusive riflessioni, ma proprio perché avverte quel potenziale potere politico che è la vita nella verità radicata nella «sfera segreta», perché avverte da che mondo nasce ciò che questo gruppo fa e a che mondo si rivolge: al mondo della quotidianità umana…
il primo dato certo in questo senso è che l’aspirazione di partenza, quella più importante, che stabilisce a priori la sfera dei loro tentativi, è semplicemente quella di realizzare e sostenere la vita indipendente della società come espressione «articolata» della vita nella verità, quindi l’aspirazione a servire la verità con fedeltà e decisione...
un uomo non diventa «dissidente» perché un bel giorno decide di intraprendere questa stravagante carriera, ma perché la responsabilità interiore combinata con tutto il complesso delle circostanze esterne finisce per inchiodarlo a questa posizione: viene espulso dalle strutture esistenti e messo in conflitto con loro”.
IL DISSENSO
A Helsinki si svolge la Conferenza sulla sicurezza e la collaborazione in Europa. Al termine dell'incontro la delegazione cecoslovacca, guidata dal presidente Husak, sottoscrive gli Accordi internazionali sui diritti civili e politici e l'Accordo internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Con la ratifica dei documenti da parte del parlamento nel 1976, la rivendicazione di questi diritti diventa parte dell'ordine legale cecoslovacco. Nel dicembre del 1975 era stato assegnato il premio Nobel per la pace al fisico e dissidente russo Andrej Sacharov.
La Cecoslovacchia e l’URSS firmano gli Accordi di Helsinki, agosto 1975,
Il potere dei senza potere
The Plastic People of the Universe
Un ambito di attività non politica era quella dei giovani musicisti underground: gruppi rock, folk, cantautori; la loro attività era ufficialmente proibita in pubblico, perciò si esibivano nelle case private o in piccoli club. I Plastic People sono un gruppo musicale rock sorto nel settembre 1968, inizialmente composto da Milan Hlavsa, Michal Jernek, Jiri Stevich e Josef Brabec. Durante la Primavera di Praga il gruppo venne a contatto con Ivan Martin Jirous, giovane storico dell'arte, che da allora fece da collaboratore artistico, e con Pavel Kratochvil, ex manager musicale che aiutò i giovani artisti ad elevare la propria professionalità. Con l'avvento della normalizzazione il gruppo andò incontro a numerosi problemi con le autorità; nel '72 si ebbero i primi attacchi diretti dai mass media e il primo fermo di Jirous. Il 30 marzo 1974 durante un concerto di vari gruppi a Ceske Budejovice la polizia intervenne con la forza e vi furono numerosi arresti, ma i Plastici non vennero coinvolti. A settembre si tenne a Benesov il primo Festival della cultura alternativa; nel 1975 Jirous scrisse il Manifesto del terzo risorgimento musicale boemo, mentre si moltiplicavano i gruppi underground, e il 21 giugno il gruppo DG 307 suonò al matrimonio di Milan Hlavsa e Jana Nemcova; al termine del concerto la polizia intervenne e fermò decine di persone. L'anno decisivo per i Plastici fu il 1976. Il 21 febbraio si tenne il secondo festival della cultura alternativa a Bojanovice, e stavolta l'intervento della polizia fu ancora più pesante: furono incarcerati tutti i Plastici, Ivan Jirous, Pavel Zajicek, Miroslav Skalicky, Frantisek Starek, Svatopluk Karasek, Jan Kindl, Otakar Michl, Zdenek Fiser, Pavel Zeman, Karel Soukup, Jaroslav Kukal, Zdenek Vokaty, Karel Havelka e altri, che da aprile ad agosto vennero poi rilasciati. A luglio a Plzen si tenne il processo contro Havelka, Skalicky e Starek, tutti condannati a pene molto alte, ma successivamente diminuite a 4 mesi; il 23 settembre a Praga si tenne un secondo processo e con l'accusa di teppismo furono condannati a 18 mesi Jirous, a un anno Zajicek, a 8 mesi Karasek e Brabenec. Era il primo attacco dichiarato alla cultura indipendente dopo i processi politici del post-68. I giovani furono appoggiati da simpatizzanti della cultura alternativa quali Seifert, Cerny, Patocka, Kosik, Havel, Klima e Kohout, e condusse alla successiva formazione di Charta 77. Il 1 ottobre 1977 alla casetta di campagna di Havel a Hradecek si tenne il terzo festival della cultura alternativa, a cui parteciparono oltre ai Plastici vari musicisti underground, la cantante Marta Kubisova e anche artisti pubblici del folclore nazionale. I Plastici si sciolsero nel febbraio 1988.