12-21 novembre 1989
12 novembre. Papa Giovanni Paolo II proclama santa Agnese di Boemia, principessa premyslide. A Roma si radunano 10.000 pellegrini.
J. ZVERINA: SANTA AGNESE DI BOEMIA
La benedizione di Agnese e le preghiere dei rappresentanti della nostra Chiesa sono scese non solo sui presenti, ma anche sui lontani, su tutta la nostra terra, dove giovani poliziotti (secondo testimoni oculari) hanno rubato i fiori di Agnese dal piedistallo della sua statua. Peggiori sono stati poi i loro colpi brutali contro i giovani che avevano come unica arma fiori e candele che ardono ancora a ricordo del sangue versato. Cresceranno nuovi fiori, nuovi seguaci, nuovi uomini. Le sedi episcopali vacanti non resteranno più nelle mani incapaci di stringersi in preghiera. Pregheremo noi anche per loro sant'Agnese! La missa sollemnis non è finita in san Pietro. Continua nel sangue sacrificale dei giovani, nell'illuminazione a festa del gruppo di statue in piazza san Venceslao, nelle preghiere alla santa che sta come roccia orante di fede, speranza e carità. 14 novembre 1989
(J. Zverina. La gioia di essere Chiesa, p 58).
16 novembre. Praga. Le autorità permettono una manifestazione informale studentesca prevista per il giorno seguente, in occasione dell'anniversario dell'insurrezione antinazista di Praga.
Volantino di invito degli studenti alla manifestazione del 17 novembre
A Praga in questi giorni sta girando un volantino che dice: Il 17 novembre ricorderemo il 50° anniversario degli avvenimenti gloriosi e tragici seguiti ai funerali di Jan Opletal, studente della facoltà di medicina dell'Università Carolina, ferito mortalmente durante le manifestazioni contro l'occupazione (nazista - ndt) del 28 ottobre 1939... Non vogliamo solo compiere il gesto commemorazione di ricordare quei tragici avvenimenti, bensì condividere attivamente gli ideali di libertà e verità per i quali coloro che vi aderirono allora sacrificarono la propria vita. Poiché anche oggi questi ideali sono gravemente minacciati, non vogliamo essere di meno dei nostri colleghi di allora. Per questo il 17 novembre, dopo le ore 16, sfileremo dall'Istituto di patologia sull'Albertov, dove si svolsero i funerali di Jan Opletal, e attraversando la piazza Carlo, la via Stepanska arriveremo all'Opletalova, dove nel parco davanti alla Stazione centrale termineremo il nostro gesto commemorativo posando i fiori.
Venerdì 17 novembre. Piazza san Venceslao: alla manifestazione studentesca pacifica si uniscono altre migliaia di cittadini. Le forze dell'ordine intervengono brutalmente contro i dimostranti, disperdendoli. Il bilancio sarà di 134 feriti e decine di contusi. Vengono fermati A. Dubcek e altri attivisti.
Cronistoria.
Praga-Albertov. Alle 16 prende la parola Josef Sarka (che aveva partecipato alle esequie di Opletal nel 1939): "Studenti, non cedete, sono contento che stiate lottando per ciò per cui anche noi allora abbiamo lottato". Agli applausi si alternano slogan inneggianti alla libertà e al dialogo potere-società civile. Alle 16.30 discorso di Martin Klima, rappresentante degli studenti indipendenti, che incita a "lottare per la libertà e contro le ingiustizie del totalitarismo", e invita a osservare un minuto di silenzio ricordando gli avvenimenti del 1939 a Praga e dell'89 a Pechino. Pochi minuti dopo, un lungo applauso con slogan a favore di Charta 77, della petizione Alcune frasi, di Havel, Masaryk e Devaty; richiesta di elezioni libere, mentre il corteo si muove dapprima sulla sinistra, in direzione del Vysehrad, per poi imboccare la Vysehradska, nei pressi del ministero della giustizia; dopo il primo intervento della polizia, intorno alle 18.30, i manifestanti sono costretti a girare verso il Teatro Nazionale, dove piano piano vengono accerchiati e cominciano i pestaggi da parte dei poliziotti. Dopo le 22 la manifestazione è stata dispersa.
18-19 novembre. In serata viene costituito presso il teatro "Lanterna Magica" un nuovo gruppo catalizzatore di tutte le iniziative informali esistenti: Obcanske Forum (Forum civico). Primi rappresentanti sono V. Havel, V. Maly, P. Pospichal. Creazione di Comitati studenteschi che invitano ad azioni di sciopero per i giorni successivi. I fermenti si estendono a Bratislava.
Cronistoria.
L'agenzia stampa ufficiale CTK dà notizia della manifestazione accusando un "gruppo di persone, già note da lungo tempo", di aver sfruttato l'occasione per tentare di destabilizzare e sovvertire la vita sociale: "Anche alcuni noti esponenti dell'epoca della crisi del '68 hanno voluto usare la manifestazione per la propria ambizione personale", per questo "i tutori dell'ordine sono stati costretti a prendere tutti i provvedimenti per garantire la calma e l'ordine". Il consiglio centrale studentesco di Praga diffonde una dichiarazione in cui condanna le brutalità della polizia che hanno dimostrato ancora una volta "come l'attuale governo cecoslovacco non sia in grado di rispettare i diritti umani fondamentali", e proclama lo sciopero ad oltranza nelle scuole superiori finché non si sia fatta chiarezza su tutti i casi di aggressione subita dai civili, a cui si aggiunge la richiesta di predisporre una commissione d'inchiesta sugli avvenimenti. Nella mattina del 18 anche gli studenti dell'accademia di scienze musicali proclamano lo sciopero di una settimana come risposta alle aggressioni.
Altre prese di posizione sono quelle dell'Associazione per i diritti umani, dello HOS, dei drammaturghi che indicono lo sciopero di due ore previsto il 27 novembre.
Anche da numerosi docenti universitari vengono diffusi appelli e prese di posizione contro le repressioni della polizia.
Dalla dichiarazione di Charta 77
Ieri 17 novembre nelle ore pomeridiane e serali Praga è stata testimone della maggiore manifestazione avvenuta negli ultimi vent'anni. La manifestazione pubblica indetta dagli studenti delle superiori per ricordare il 50° anniversario degli scontri antinazisti a Praga e la morte dello studente Jan Opletal, è proseguita poi attraverso la capitale come corteo politica di massa a cui, secondo stime, hanno partecipato almeno 50mila persone... Gli studenti e la gente chiedevano l'immediata apertura di un dialogo aperto a tutta la società, le dimissioni dell'attuale governo, elezioni libere e la fine del monopolio del Partito, la realizzazione dei diritti umani, compresa la liberazione dei prigionieri politici. Quando il corteo è arrivato sul Narodni trida in centro, è stato fermato e circondato dalle unità speciali del ministero degli interni che disponevano anche di autoblindo. Durante il successivo assalto brutale contro i manifestanti pacifici, che a molti ricordava la furia nazista di 50 anni prima, hanno partecipato le unità speciali addestrate al corpo a corpo, e molte persone sono state ferite comprese donne, bambini e anziani. La gente scandiva slogan: "Gestapo di Jakes". L'opinione pubblica interna e internazionale è indignata e attonita. Mentre infatti in quasi tutte le nazioni dell'Europa centrale si è avviato pacificamente un processo di riforma democratica, in Cecoslovacchia il governo scatena la guerra contro i propri cittadini che non chiedono altro che seguire l'esempio delle nazioni vicine. Una guerra che renderà solo più doloroso e difficile il futuro e inevitabile dialogo sociale. Charta 77 si sente in dovere di prender parte all'attuale situazione con la seguente dichiarazione: 1. Riteniamo necessario che dall'apparato di governo e di Partito si dimettano subito coloro che sono direttamente responsabili dell'intervento brutale contro i propri cittadini. 2. E' necessario immediatamente condurre il dialogo sociale sulla via delle riforme future, cui dovranno poter partecipare a egual diritto tutti gli strati della nostra società compresi i partiti politici non comunisti, le Chiese, l'intelligencija, gli operai, gli studenti e le iniziative informali...
Tomas Hradilek, Dana Nemcova, Sasa Vondra
portavoce di Charta 77
Dalla dichiarazione del premier ceco F. Pitra alla tv
Il programma di perestrojka e democratizzazione, la nostra via cecoslovacca che rispetta la nostra esperienza storica e contemporanea e l'esperienza delle altre nazioni socialiste, è una spina nel fianco per alcuni circoli interni e all'estero. Ogni occasione è buona per loro per organizzare destabilizzazione e disordini e danneggiare così le riforme in atto... Con il nostro programma non ci potranno essere disordine e caos. Mi rivolgo a voi, concittadini, agli studenti delle superiori, ai giovani, agli artisti, a tutti. Nessun estremismo e imprudenza possono portare avanti la società.
Nasce il Forum civico

20 novembre. Dal mattino si raccolgono gruppi di cittadini presso la statua di San Venceslao per protestare contro gli attacchi della polizia e contro il governo. Verso le 17 si forma un corteo di oltre 100mila persone che si dirige verso il Teatro nazionale. In piazza San Venceslao continua la discussione pubblica, cui partecipa V. Mohorita, presidente dell'Unione della gioventù socialista. Verso le 20 si raccoglie un gruppo attorno all'edificio della radio. Le forze dell'ordine non intervengono.
Cronistoria.
La presidenza del Comitato Centrale del Partito riunita per valutare la situazione politica, respinge gli appelli agli scioperi e chiede la ripresa delle lezioni nelle scuole. Alcuni membri si incontrano con i rappresentanti delle organizzazioni studentesche del Partito.
I giornalisti riuniti a Praga decidono di creare un gruppo ufficiale per la nascita di un'Unione dei giornalisti indipendente.
Gli studenti delle superiori diffondono un appello a tutti i cittadini invitandoli allo sciopero generale indetto per il 27 novembre. A questo invito seguono numerose prese di posizione favorevoli allo sciopero. Particolarmente significative le adesioni dei dipendenti del Teatro nazionale e della Filarmonica
18-19 novembre. In serata viene costituito presso il teatro "Lanterna Magica" un nuovo gruppo catalizzatore di tutte le iniziative informali esistenti: Obcanske Forum (Forum civico). Primi rappresentanti sono V. Havel, V. Maly, P. Pospichal. Creazione di Comitati studenteschi che invitano ad azioni di sciopero per i giorni successivi. I fermenti si estendono a Bratislava.
21 novembre. Un'enorme folla di 200.000 persone manifesta per le vie della capitale: richieste le dimissioni del governo, l'apertura di un dialogo effettivo opposizione-potere. V. Havel rende noto che il governo ha riconosciuto il ruolo di opposizione del Forum civico; il primo ministro L. Adamec incontra rappresentanti del Forum. Il primate di Cecoslovacchia, cardinal Tomasek, esprime il proprio appoggio all'opposizione: "Dio ci libera attraverso la verità".
Il Rude pravo commenta le manifestazioni del giorno prima, titolando: "Manifestazione di 150.000 persone nelle vie della capitale. Chiusi i teatri. Gli operai invitano alla calma e chiedono informazioni corrette". Nel corpo dell'articolo si legge un tentativo di cronaca obiettiva: "... I manifestanti portavano striscioni e scandivano slogan contro l'intervento delle forze dell'ordine di venerdì scorso e chiedevano le dimissioni di alcuni rappresentanti alla guida del PC e del governo... Secondo informazioni della CTK, Vasil Mohorita, membro della segreteria del CC del Partito, è intervenuto presso la statua di san Venceslao davanti ai manifestanti ... Verso le 17 la folla si è mossa verso il Narodni trida, dal Teatro nazionale ha proseguito verso la piazza dell'Armata rossa. Le forze di polizia hanno però bloccato l'accesso al ponte del Maneggio verso Mala Strana. I manifestanti allora si sono diretti verso la piazza della Città vecchia, dove hanno scandito slogan per chiedere pluralismo politico... Dopo le 22 nella capitale è ritornata la calma... A Bratislava, Liberec, Ostrava, Olomouc e in altre località si sono svolte altre manifestazioni".
22 novembre. Bratislava. Una manifestazione di 15.000 persone appoggia le richieste dell'opposizione di Praga, inneggia ad A. Dubcek e chiede libere elezioni. A Praga proseguono le dimostrazioni dei cittadini.