The Plastic People of the Universe

Un ambito di attività non politica era quella dei giovani musicisti underground: gruppi rock, folk, cantautori; la loro attività era ufficialmente proibita in pubblico, perciò si esibivano nelle case private o in piccoli club. I Plastic People sono un gruppo musicale rock sorto nel settembre 1968, inizialmente composto da Milan Hlavsa, Michal Jernek, Jiri Stevich e Josef Brabec. Durante la Primavera di Praga il gruppo venne a contatto con Ivan Martin , giovane storico dell'arte, che da allora fece da collaboratore artistico, e con Pavel Kratochvil, ex manager musicale che aiutò i giovani artisti ad elevare la propria professionalità. Con l'avvento della normalizzazione il gruppo andò incontro a numerosi problemi con le autorità; nel '72 si ebbero i primi attacchi diretti dai mass media e il primo fermo di Jirous. Il 30 marzo 1974 durante un concerto di vari gruppi a Ceske Budejovice la polizia intervenne con la forza e vi furono numerosi arresti, ma i Plastici non vennero coinvolti. A settembre si tenne a Benesov il primo Festival della cultura alternativa; nel 1975 Jirous scrisse il Manifesto del terzo risorgimento musicale boemo, mentre si moltiplicavano i gruppi underground, e il 21 giugno il gruppo DG 307 suonò al matrimonio di Milan Hlavsa e Jana Nemcova; al termine del concerto la polizia intervenne e fermò decine di persone. L'anno decisivo per i Plastici fu il 1976. Il 21 febbraio si tenne il secondo festival della cultura alternativa a Bojanovice, e stavolta l'intervento della polizia fu ancora più pesante: furono incarcerati tutti i Plastici, Ivan Jirous, Pavel Zajicek, Miroslav Skalicky, Frantisek Starek, Svatopluk Karasek, Jan Kindl, Otakar Michl, Zdenek Fiser, Pavel Zeman, Karel Soukup, Jaroslav Kukal, Zdenek Vokaty, Karel Havelka e altri, che da aprile ad agosto vennero poi rilasciati. A luglio a Plzen si tenne il processo contro Havelka, Skalicky e Starek, tutti condannati a pene molto alte, ma successivamente diminuite a 4 mesi; il 23 settembre a Praga si tenne un secondo processo e con l'accusa di teppismo furono condannati a 18 mesi Jirous, a un anno Zajicek, a 8 mesi Karasek e Brabenec. Era il primo attacco dichiarato alla cultura indipendente dopo i processi politici del post-68. I giovani furono appoggiati da simpatizzanti della cultura alternativa quali Seifert, Cerny, Patocka, Kosik, Havel, Klima e Kohout, e condusse alla successiva formazione di Charta 77. Il 1 ottobre 1977 alla casetta di campagna di Havel a Hradecek si tenne il terzo festival della cultura alternativa, a cui parteciparono oltre ai Plastici vari musicisti underground, la cantante Marta e anche artisti pubblici del folclore nazionale. I Plastici si sciolsero nel febbraio 1988. Così Havel ricorda quel periodo:

 

"Per me personalmente tutto ha avuto inizio un giorno di gennaio o di febbraio 1976. Ero solo a Hradecek, dappertutto c'era la neve, fuori infuriava una bufera notturna, io scrivevo qualcosa e all'improvviso qualcuno bussò alla porta. Andai ad aprire e vidi un mio amico, di cui non voglio fare il nome, tutto gelato e coperto di neve. Passammo assieme tutta la notte discutendo davanti al cognac. Questo amico, parlando, mi propose di incontrarmi con Ivan Jirous... Mi giungevano voci un po' strane e, come più tardi si dimostrò, piuttosto deformate, sulla comunità di persone che aveva formato e che si definiva underground, sui Plastic, il gruppo rock non conformista intorno a cui quella comunità ruotava e di cui Jirous era il direttore artistico... Dopo un mese mi incontrai con Jirous a Praga grazie al mio amico. Aveva i capelli lunghi quasi fino alle spalle e parlava e parlava e mi spiegava tutto. Mi diede il suo Notizie sulla terza rinascita musicale cecoslovacca e mi fece sorbire da un vecchio giradischi composizioni dei Plastic, del DG307 e di altri gruppi underground. Benchè non sia uno specialista di musica rock, sentii subito che in queste incisioni splendeva qualcosa di meraviglioso, che non si trattava di esperimenti stravaganti o di tentativi dilettanteschi originali a ogni costo, come credevo prima, ma di un'espressione profondamente autentica del senso della via di uomini oppressi dalla miseria di questo mondo, inquietante per la sua magia musicale e per una sorta di monito intimo; sentivo che si trattava di una cosa seria e autentica, di un'articolazione realmente libera di un'esperienza esistenziale, comprensibile per chiunque non fosse ancora del tutto intorpidito... Semplicemente sentii all'improvviso che la verità stava dalla parte di queste persone, indipendentemente dal loro gergo e dalla lunghezza dei loro capelli... Nel frattempo arrestarono Jirous, tutto il complesso musicale e i cantanti underground: in tutto mi pare si trattasse di 19 persone. Lo venni a sapere a Hradecek e mi precipitai a Praga, perchè mi era chiaro che bisognava fare qualcosa, e che toccava a me. Sapevo anche che non sarebbe stato facile ottenere per quei ragazzi una solidarietà più vasta... Tutti si era un po' abituati a questo stato di cose ed erano perciò inclini a considerare il caso dei Plastic come un problema effettivamente di criminalità comune. Eppure questo confronto era in un certo senso più grave e pericoloso dei processi dei primi anni '70: infatti in questo caso non si trattava di un regolamento di conti con avversari politici che, in una certa misura, devono sempre calcolare i rischi del loro impegno. Qui stava accadendo qualcosa di peggio: era un attacco del sistema totalitario contro la vita stessa, contro la stessa libertà e integrità dell'uomo... L'azione penale contro di loro, qualora fosse passata sotto silenzio, sarebbe potuta divenire un precedente molto grave: un po' alla volta sarebbe potuto divenire abituale l'arresto di tutti coloro che volevano pensare liberamente e che si esprimevano in modo indipendente, anche solo entro l'ambito privato... Involontariamente il potere svelava le sue intenzioni più recondite: appiattire totalmente la via, eliminando tutto ciò che è minimamente diverso, autonomo, originale, indipendente e non inquadrabile... In diversi ambienti si cominciò a capire molto in fretta che nella libertà di queste persone era in pericolo la libertà di tutti e che era tanto più necessario lottare per loro in quanto tutto era contro di loro...Le nostre iniziative, se ben ricordo, culminarono in una lettera allo scrittore Heinrich Böll, firmata anche da Seifert, Cerny e Kosik, e sfociarono infine in una petizione sottoscritta da circa 70 persone... Ormai la cosa aveva raggiunto una coscienza tale da procedere da sola. Come se l'avessimo progettato, cosa che non avevamo fatto, si fecero vivi anche i giuristi e infine (cosa che dovette provocare una grande paura nei vertici) anche vecchi funzionari di partito, rappresentati da Mlynar. C'era una panoramica completa della società... Il potere statale fu stupito dall'evolversi degli avvenimenti intorno ai Plastic: evidentemente nessuno si aspettava che proprio questo caso avrebbe avuto una tale risonanza, ma tutti si attendevano che si sarebbe risolto senza inconvenienti, come un caso di criminalità comune fra mille altri. All'inizio giocarono la carta di un contrattacco diffamatorio... Poi cominciarono a far marcia indietro: un po' alla volta gli imputati furono rilasciati, in qualche modo sgonfiarono il caso e alla fine furono condannate solo 4 persone a pene relativamente lievi; ovviamente la pena più pensante fu inflitta a Jirous. Il processo fece un certo scalpore: in quel periodo era ancora permesso al pubblico affollare i corridoi e le scale del tribunale, si potevano vedere gli imputati, si poteva rivolgere loro la parola, tutte libertà che ci vennero tolte molto presto, con una rapidità proporzionale all'aumento della solidarietà. Il pubblico raccolto in tribunale era una prefigurazione di Charta 77... Io sentivo, insieme a Jiri Nemec, che in quei giorni era nato qualcosa che bisognava fissare, che non poteva sfumare e dileguarsi, ma che doveva trasformarsi in un'azione più durevole che, per così dire, ci portasse sulla solida terra..."

Vaclav Havel, Gli inizi di Charta 77, L'altra Europa 3/1987

1976

28 gennaio: dopo 7 anni, rientra in patria l'agente dello spionaggio P. Minarik, infiltratosi nel '68 nella redazione ceca di Radio Europa Libera ed entrato in contatto con i circoli dell'emigrazione. Grande eco propagandistica. Verrà arrestato e condannato a 4 anni nel 1993.
Dal
12 al 16 aprile si tiene il XV Congresso del Partito. Vi partecipano 1318 delegati per 1.382.860 iscritti. Nulla di nuovo, prosegue la stagnazione.
Il
22 giugno viene approvato il VI Piano quinquennale.
Il
23 settembre V. Havel, V. Jirousova e J. Nemec scrivono una lettera di protesta alla TV cecoslovacca che aveva trasmesso notizie diffamanti i Plastic People.
Il
7 ottobre l'agenzia stampa Reuter intervista V. Havel sulla situazione degli artisti underground.
Il
22-23 ottobre si svolgono le elezioni parlamentari: neanche a dirlo, il 99,97% dei votanti a favore del Fronte nazionale.
Il
4 novembre vengono eletti il premier ceco Josef , quello slovacco Peter .

L. HEJDANEK: CONTRO L'ARBITRIO E LA VIOLENZA

"...L'idea di Charta 77 fin dall'inizio è stata sostenuta con l'apposizione della propria firma da persone dalle idee più diverse che tuttavia erano unite su una cosa di fondo: cioè che bisogna farla finita una buona volta con l'arbitrio e la violenza, con le illegalità e le ingiustizie che tornano a diffondersi pericolosamente nel nostro paese. Così è potuto accadere che comunisti e marxisti abbiano espresso il loro appoggio alla lotta per la libertà religiosa e, dall'altro canto, che i cristiani abbiano dato il loro appoggio ai comunisti e ai marxisti discriminati e pubblicamente attaccati. Così è potuto anche accadere che contro la discriminazione nell'ammissione dei fanciulli alla scuola media o a quella superiore protestino anche coloro i cui figli e le cui figlie possono studiare o hanno già compiuto gli studi, oppure che contro il fatto che alcuni non possono lavorare nel proprio ramo, protestino altri che invece lavorano nel proprio campo senza incontrare difficoltà.... Anche se su qualcosa io ho idee diverse o del tutto opposte, sono solidale con il mio avversario se egli è calunniato, ingiustamente diffamato e, soprattutto se non può difendersi da solo. Quindi Charta 77 non è la piattaforma politica di uomini con orientamenti politici identici o vicini, ma è l'espressione della loro solidarietà fondamentale con i principi dei diritti inalienabili che non possono essere negati arbitrariamente a nessuno; ed è anche l'espressione dell'onestà civile e politica di uomini che non vogliono conquistarsi il loro posto nella società tirando colpi bassi, ma che non intendono neppure permettere procedimenti ingiusti e illegali sia che essi colpiscano loro stessi sia un qualsiasi altro membro della nostra società". (L., Lettere a un amico, CSEO, Bologna 1979, pp. 25-26).