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Marzo-ottobre 2
marzo. Charta 77 con
il documento 21/89 ammonisce il presidente della repubblica
sulle "gravi circostanze che danneggiano i rapporti interni
della nostra società e gli interessi della repubblica
all'estero". In Occidente giunge notizia che un centinaio di
parroci della diocesi slovacca di Kosice chiedono la nomina
di un vescovo per la loro diocesi, vacante da oltre 30 anni.
La richiesta è espressa in una lettera aperta in cui
si sottolinea la "situazione anomala e innaturale" in cui si
trova la diocesi, amministrata dal vicario Stefan Onderko,
appartenente alla Pacem
in Terris. La
lettera continua affermando che la democratizzazione e una
trasformazione della società saranno possibili a
tutti i livelli solo "quando si prenderanno in
considerazione anche le esigenze della Chiesa, che
costituisce una componente essenziale della società".
Intanto nella diocesi inizia un periodo di preghiera per
chiedere il nuovo vescovo. In un secondo documento il
vescovo Korec
annuncia che all'iniziativa dei sacerdoti si sono uniti
"preti e laici di tutte le diocesi".
5 marzo. 20 scrittori e scienziati sovietici e tedeschi sottoscrivono una dichiarazione in cui esprimono grave preoccupazione sull'incarcerazione di Havel. 9 marzo. M. Jirous e J. Tichy vengono riconosciuti colpevoli di sobillazione per aver scritto una petizione in cui accusavano le autorità statali di essere responsabili per la morte di Pavel Wonka, morto in carcere il 26 aprile 1988. Jirous viene condannato a 16 mesi di carcere , J. Tichy a 6 mesi. A Kromeriz vengono condannati J. Nemec e P. Dudra rispettivamente a 18 mesi con la condizionale e a 12 mesi, per aver raccolto e diffuso materiali samizdat negli anni 1980-85. 12 marzo. I portavoce e un gruppo di firmatari di Charta 77 depongono un mazzo di fiori e una fascia sulla tomba di Jan , a 10 anni dalla morte. La polizia rimuove successivamente la fascia. 15 marzo. Sono 272 le firme raccolte dalla petizione partita dalla regione di Ostrava all'inizio di febbraio per richiedere la liberazione di Havel e degli altri prigionieri politici e l'avvio del dialogo fra Stato e società. La petizione, sottoscritta inizialmente da 78 operai e indirizzata al governo federale, viene pubblicata anche dal giornale locale "Nova Svoboda" che, pensando di metterli alla gogna, pubblica nomi e indirizzi degli ideatori. L'effetto ottenuto è invece esattamente il contrario, perché sono in molti a sottoscrivere il testo pubblicamente. 17 marzo. Il tribunale distrettuale di Praga 1 riconosce H. Marvanova e T. Dvorak colpevoli di sobillazione per aver partecipato all'organizzazione della manifestazione del 28 ottobre 1988; entrambi vengono condannati a 10 mesi di carcere con la condizionale. 21 marzo. Il tribunale rivede la sentenza a carico di Havel e decurta il periodo detentivo da 9 a 8 mesi in una colonia penale a regime non severo. Anche stavolta il tribunale è assediato da circa 500 persone. Credenti di varie confessioni durante le funzioni esprimono solidarietà a Havel e agli altri detenuti politici. Circa 200 persone partecipano a uno sciopero della fame di 24 ore come forma di protesta contro la sentenza di Havel, che verrà successivamente (17 maggio) rimesso in libertà con la condizionale. 24 marzo. il tribunale di Vyskov condanna D. Skala, chartista e membro della Associazione degli amici degli USA a 15 mesi di reclusione con la condizionale per sobillazione per aver collaborato attivamente ai periodici samizdat InfoCH e a Lidove noviny. 22
aprile. La delegazione
vaticana lascia Praga dopo 11 giorni di colloqui con i
rappresentanti del governo cecoslovacco, incentrati
soprattutto sul problema della nomina di nuovi vescovi nelle
diocesi vacanti (10 su 13, alcune delle quali da oltre 30
anni). I negoziati della primavera precedenti erano
culminati nella nomina di tre vescovi, ma da allora un altro
vescovo era morto, e dei cinque rimanenti solo uno aveva
meno di 60 anni. In un'intervista alla stampa locale,
Vladimir Janku, direttore dell'Ufficio per gli affari
religiosi e capo della delegazione governativa, parla di
"costruttivo scambio di vedute" tra le due parti, che ha
sortito buoni risultati, aprendo la strada a ulteriori
negoziati ufficiali. Durante i colloqui la delegazione
vaticana, guidata dal nunzio Colasuonno, annuncia la
canonizzazione di Agnese di Boemia per il 12 novembre a
Roma. I tre nuovi vescovi sono l'amministratore apostolico
di Trnava, Jan Sokol, e due vescovi ausiliari di Praga, Jan
Lebeda e Antonin Liska.
19 giugno. Le dimissioni di cinque ministri federali (P. Hrivnak, I. Knotek, M. Lucan, J. Zak, B. Urban) fanno presagire una crisi interna al regime. 29 giugno. Viene diffusa la petizione , in cui si chiede l'avvio di un dialogo costruttivo sui cambiamenti del clima sociale nel paese. L'appello, promosso da Stanislav Devaty, Vaclav Havel, Jiri Krizan, Sasa Vondra, noti esponenti del movimento per i diritti umani, incontra vasto consenso tra la popolazione. Ai primi di agosto 1989 i firmatari sono circa 16.000, di tutti gli ambienti e strati sociali. Le autorità ancora una volta reagiscono con violenti attacchi sui mass media, dove i firmatari della petizione vengono definiti "gente che si pone in conflitto con le leggi, fannulloni, alcolizzati, drogati, soggetti da ospedale psichiatrico...", e arresti. Rudolf Battek, uno dei firmatari, viene fermato e interrogato già all'inizio di luglio; in agosto vengono arrestati Carnogursky e Kusy. Intanto il 16 agosto Havel invita i cittadini a firmare l'appello nell'anniversario dell'invasione della Cecoslovacchia. 18 agosto. Dalle colonne del "Rude pravo" si respinge con durezza qualunque dialogo con le iniziative informali. 21 agosto. In occasione del 21° anniversario dell'invasione del '68, a Praga si svolge una manifestazione informale cui partecipano 1500 persone. La polizia disperde la folla e ferma 320 persone.
28
agosto. Nominati il
nuovo arcivescovo di Olomouc, Frantisek Vanak, e e il
vescovo di Litomerice Josef Koukl. |