Associazione "Pacem in Terris" (PiT)

Lo Stato comunista voleva ricostituire un'organizzazione per i preti che prendesse il posto del Movimento per la pace, smantellato a Velehrad il 14 maggio 1968, e contemporaneamente trovare una nuova personalità che sostituisse lo screditato Plojhar. Il 15 marzo 1970 si costituì il comitato preparatorio all'associazione "Pacem in Terris" (PiT), di cui facevano parte il capitolare di Olomouc, Vrana, e gli altri vicari capitolari.
Il 9 aprile 1970 il "Rude Pravo" cominciò a parlare delle "persecuzioni" che i preti della pace avevano subìto nel 1968. Il 17 settembre successivo sempre il "Rude Pravo" informava che i fondatori di una nuova organizzazione avevano avuto un incontro con i rappresentanti degli uffici per gli affari ecclesiastici. Il 31 agosto 1971 a Praga e il 1 settembre a Bratislava veniva ufficialmente costituita la PiT, non in qualità di organizzazione sociale spontanea (ai sensi della legge 68/1951), ma rientrava nelle competenze dell'Ufficio per gli affari ecclesiastici. Dal punto di vista politico, sociale ed economico la PiT avrebbe fatto proprio il programma del Fronte Popolare, rispettando la gerarchia della Chiesa nel paese e istituendo rapporti con la conferenza episcopale (ancora inesistente); la PiT si sarebbe inoltre occupata delle condizioni materiali dei sacerdoti: "Il lavoro a cui l'Associazione si accingeva - scriveva Z. Belak, vicario capitolare di Roznava - non era facile. Bisognava fare i conti con tutta una serie di concezioni sbagliate. Bisognava esprimere una critica aperta nei confronti di schiere di preti e paralizzare le attività occulte dell'Opera di rinnovamento conciliare (DKO), e rispondere con prontezza ai problemi attuali che la vita in patria e all'estero presentava nell'ambito della religione e della Chiesa, della pace e in quello socio-politico". I conflitti interni con il precedente Movimento dei preti per la pace avevano infine reso consigliabile l'allontanamento di figure quali Mara, Stehlik, Benes, a posti di secondo piano.
Il 17 settembre 1971 si costituiva l'Associazione PiT a livello federale; viene eletto presidente federale Vaclav Medek: "Circa 400 preti della Boemia, della Moravia e della Slovacchia hanno partecipato alla sessione dell'Associazione federale del clero cattolico 'Pacem in Terris' mercoledì 17 settembre a Praga, durante la quale è stato ufficialmente costituito l'organismo federale dell'Associazione stessa. Il rappresentante del governo, sostituto del presidente, dott. Matej Lucan, ha consegnato una dichiarazione scritta nella quale il governo cecoslovacco dà il benvenuto alla nuova associazione federale esprimendo contemporaneamente il proprio accordo con i principi e con gli scopi che essa si è data…". "E' stato eletto presidente dell'Associazione il dott. Vaclav Medek, docente alla facoltà teologica di Praga-Litomerice. Vicepresidente è stato eletto monsignor Mikulas Visnovsky". Presidente per la sezione di Boemia-Moravia veniva eletto Josef Vrana (vicario capitolare di Olomouc), per la Slovacchia Visnovsky, decano della facoltà teologica di Bratislava. Vrana proclamava il legame con il precedente Movimento per la pace e l'impegno a trovare per la Chiesa un "modus vivendi et existendi" nello Stato socialista. I 150 sacerdoti presenti inviarono un telegramma al primo segretario Husak in cui esprimevano il loro appoggio "agli scopi umanistici del XIV Congresso del partito e del Piano quinquennale. Come sacerdoti ci sentiamo in dovere di contribuire fattivamente per rendere più soddisfacente e felice la vita della nostra società". La PiT pubblicava ufficialmente il settimanale cattolico "Katolicky tydenik".
L'8 marzo 1982 la Santa Sede, attraverso la congregazione del clero, rese pubblica la Dichiarazione Quidam episcopi concernente il diritto di associazione del clero. Nella dichiarazione venivano indicate come illegittime forme di associazione politica e sindacale che contrastavano con la natura stessa del sacerdozio cattolico. In particolare, il n. III del documento colpiva direttamente tipi di associazione come la Pacem in Terris; il cardinal Tomasek ribadiva chiaramente (19 giugno 1982) la condanna. La Dichiarazione provocò l'uscita di molti sacerdoti dall'Associazione e durissime reazioni da parte del governo cecoslovacco. Il 1 ottobre 1987, 56 cattolici cecoslovacchi inviavano al segretario generale dell'ONU Perez de Cuellar una lettera di protesta in seguito al riconoscimento che le Nazioni Unite avevano conferito alla PiT "per il suo lavoro in favore della pace": la lettera dava già allora un'idea molto chiara di quanto sia equivoco il valore della pace nella nostra epoca. La PiT è stata sciolta nel dicembre 1989.

Alcune perle della PiT:
"Per tutto il tempo dell'edificazione della società socialista, noi condurremo la battaglia per la coscienza dell'uomo... Battaglia che andrà condotta attraverso un paziente lavoro ideologico in tutti i settori della società... C'è una ragione perché i fedeli e i sacerdoti davanti a questa realtà stiano dall'altra parte della barricata oppure partecipino alla realizzazione della politica del Partito?".

"Il 19 ottobre 1972... il plenum ebbe un carattere solenne e si svolse all'insegna delle celebrazioni del 55mo anniversario della grande Rivoluzione socialista d'ottobre e del 50mo di fondazione dell'URSS".

"Il 31 gennaio 1974... l'Associazione aderiva all'invito del governo cecoslovacco a sviluppare ulteriormente l'iniziativa dei lavoratori in occasione del 30mo anniversario della liberazione del paese ad opera della gloriosa Armata sovietica".