|
(click
sulle foto per ingrandirle)
Il centro
storico
Bautzen - Cimitero (non è
romantico??!).
Bautzen
II,
il carcere della Stasi
Ingresso
Corridoio interno I piano.
Le scale fra i 4 piani con le
celle.
Una cella.
Ingresso celle d'isolamento.
Cella punitiva. Provate a defecare stando
ammanettati alla grata, dall'interno della
cella.
Tramite il comune tubo di scarico era possibile,
fra due celle contigue, scambiarsi messaggi, dopo
aver estratto l'acqua della tazza con il cucchiaio
usato per i pasti...
Lo scantinato adibito a officina.
|
4. Bautzen
Bella
la cittadina, e il suo centro storico con le
scritte bilingui tedesco-sorabo ha edifici
coloratissimi, una specie di ripicca verso il
grigiore meteorologico quotidiano. E infatti la
mammina con la carrozzina-serra approfitta della
pausa tra un temporale e l'altro per portare a
spasso il pupo, mentre il papà ne infila un
altro sulla bicicletta per abituarlo da subito a
sviluppare doti idrorepellenti. Chissà se a
contatto con quest'aria - 12 gradi a ferragosto -
alla fine gli vengono i capelli verdi come
all'atletica cameriera che sistema i pupazzi di
questo ristorante per pensionati. Non si vedono
retaggi socialisti. Case solide, robusti edifici a
due-tre piani, edifici nordici del tardo '800,
sembrano usciti da un racconto di Thomas Mann. Ci
chiediamo chi mai le abitasse durante la DDR, forse
gente del partito. Spazi ampi e verdi. Il centro
storico è percorribile anche lungo le
antiche mura, e probabilmente anche dall'altra
parte del fiume. Il cimitero è un gioiellino
ricavato da una chiesa in rovina.
Intanto la Gedenkstätte
Bautzen II
è una grande, drammatica sorpresa. Ecco
"cosa ci aspettava" qui. Non una saletta con
quattro pannelli storici, ma un intero enorme
edificio della Stasi conservato così
com'era. Ci stiamo fino all'ora di chiusura, e
chiediamo informazioni alla signora Barbara, che
parla volentieri, col suo forte accento sassone.
Alla fine salteremo Dresda e relativa galleria
d'arte antica: domattina saremo ancora qui a
terminare la visita che durerà fin nel
pomeriggio (tanto fuori piove). Pare d'essere ne
Le vite degli altri. Proposta per i
professori
progressisti-girotondini-manifestosi-sinistrati:
fate una bella gita con i vostri alunni qui, per
par condicio: un anno ad Auschwitz, e l'anno
dopo qui, a vedere com'era bello il paradiso che
volevate offrirci.
Riusciamo persino a prender messa, oltre che acqua,
e a goderci una scenetta tutta locale: funzione
sacra con la partecipazione di una bambina
teutonica che non sta ferma un attimo, fa la spola
dalla panca all'armadietto dei libri dei canti e
viceversa, si siede nella navata, poi corre verso
la sorellina-chierichetta, torna e alla fine riesce
a infilare un libretto illustrato, adeguatamente
sottile, nella grata della caldaia posta sul
pavimento. Il papà sa già cosa fare e
al termine della funzione prende la sua
Endlösung: solleva la grata e come se
niente fosse recupera il libretto...
Al tepore della pensioncina, la
fräulein col suo costume tipico
è un vulcano di ottimismo. Col freddo che
c'è, vada pure per la cena a lume di
candela!
Bautzen II: ex
prigione della Stasi
Bautzen II, la prigione della Stasi,
ospitò, oltre ad avversari politici del
regime comunista tedesco-orientale, anche gente
comune che aveva tentato di scappare dal paese,
spie ed ex del regime caduti in disgrazia. La
costruzione risale al 1905, ed è posteriore
al carcere di Bautzen I, entrambi costruiti secondo
gli standard dell'epoca. Immediatamente dopo la
presa del potere da parte di Hitler, nel 1933
entrambe le carceri si riempirono di prigionieri
politici, soprattutto comunisti e
socialdemocratici, poi si aggiunsero i "non
ariani". Con la costruzione del sistema
concentrazionario nazista, le carceri rimasero
parte del sistema repressivo e furono
militarizzate. Nel 1945 i sovietici "liberatori"
trasformarono l'antico Bautzen I ("Miseria gialla"
per il colore dei muri dall'esterno) in un lager
speciale per internare detenuti di guerra. I
sovietici cambiarono la funzione del carcere, in
cui furono rinchiusi molti avversari politici con
false accuse. Le condizioni di vita nel lager
speciale erano disumane, e vi morirono oltre 3000
detenuti per fame, malattia e freddo. Dal maggio
'45 al febbraio 1950 passarono dal lager speciale
di Bautzen I circa 27.000 detenuti, e circa la
metà di essi vennero smistati poi in altri
lager della zona sovietica, o in Polonia e URSS. I
morti venivano sepolti in fosse comuni sulla
Karnichelberg. Dopo la fondazione della DDR
nell'ottobre 1949 la "Miseria gialla" passò
alla Polizia popolare con i suoi 6000 detenuti
ancora dentro. Bautzen I rimase un carcere politico
fino all'89.
Bautzen II dal 1945 al '49 servì ai
sovietici come carcere giudiziario, e poi
passò anch'esso ai tedesco-orientali e fu
controllato dal Ministero per la Sicurezza statale,
che dal 1956 all'89 vi rinchiuse circa 2700
persone, l'80% delle quali per motivi politici.
Bautzen II era il carcere dove venivano isolati dal
resto del paese i "nemici dello Stato".
I detenuti di entrambe le carceri rividero la
libertà solo nel dicembre 1989. Bautzen I
è ancor oggi un carcere, mentre Bautzen II,
chiuso come tale nel 1992, è stato
successivamente trasformato in memoriale. E' quasi
completamente visitabile e ospita mostre permanenti
e temporanee, oltre a numerosi documenti
multimediali sui due totalitarismi.
ALLOGGIO:
PENSION
VILLA ANTONIA
(4
- continua)
|
I lavori dei detenuti (da video).
I cortili per l'"ora d'aria".
I cortili per l'"ora d'aria".
Una cimice estratta...
e una ancora nella tappezzeria, come ne "Le vite
degli altri".
La centralina che gestiva la radio interna e i
microfoni nascosti nelle celle. La fobia
spionistica era tale che anche gli spioni erano a
loro volta spiati.
Manette.
Un foglietto clandestino degli anni
'50.
Bautzen I,
"Miseria gialla"
Una delle manifestazioni del dicembre 1989
davanti al carcere di Bautzen-I per la liberazione
dei detenuti politici.
La dislocazione delle due
carceri.
|