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Estate 2008: Eccoci a Bautzen

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Il centro storico


Bautzen - Cimitero (non è romantico??!).

Bautzen II,
il carcere della Stasi

Ingresso


Corridoio interno I piano.


Le scale fra i 4 piani con le celle.


Una cella.


Ingresso celle d'isolamento.


Cella punitiva. Provate a defecare stando ammanettati alla grata, dall'interno della cella.


Tramite il comune tubo di scarico era possibile, fra due celle contigue, scambiarsi messaggi, dopo aver estratto l'acqua della tazza con il cucchiaio usato per i pasti...


Lo scantinato adibito a officina.

4. Bautzen

Bella la cittadina, e il suo centro storico con le scritte bilingui tedesco-sorabo ha edifici coloratissimi, una specie di ripicca verso il grigiore meteorologico quotidiano. E infatti la mammina con la carrozzina-serra approfitta della pausa tra un temporale e l'altro per portare a spasso il pupo, mentre il papà ne infila un altro sulla bicicletta per abituarlo da subito a sviluppare doti idrorepellenti. Chissà se a contatto con quest'aria - 12 gradi a ferragosto - alla fine gli vengono i capelli verdi come all'atletica cameriera che sistema i pupazzi di questo ristorante per pensionati. Non si vedono retaggi socialisti. Case solide, robusti edifici a due-tre piani, edifici nordici del tardo '800, sembrano usciti da un racconto di Thomas Mann. Ci chiediamo chi mai le abitasse durante la DDR, forse gente del partito. Spazi ampi e verdi. Il centro storico è percorribile anche lungo le antiche mura, e probabilmente anche dall'altra parte del fiume. Il cimitero è un gioiellino ricavato da una chiesa in rovina.
Intanto la
Gedenkstätte Bautzen II è una grande, drammatica sorpresa. Ecco "cosa ci aspettava" qui. Non una saletta con quattro pannelli storici, ma un intero enorme edificio della Stasi conservato così com'era. Ci stiamo fino all'ora di chiusura, e chiediamo informazioni alla signora Barbara, che parla volentieri, col suo forte accento sassone. Alla fine salteremo Dresda e relativa galleria d'arte antica: domattina saremo ancora qui a terminare la visita che durerà fin nel pomeriggio (tanto fuori piove). Pare d'essere ne Le vite degli altri. Proposta per i professori progressisti-girotondini-manifestosi-sinistrati: fate una bella gita con i vostri alunni qui, per par condicio: un anno ad Auschwitz, e l'anno dopo qui, a vedere com'era bello il paradiso che volevate offrirci.
Riusciamo persino a prender messa, oltre che acqua, e a goderci una scenetta tutta locale: funzione sacra con la partecipazione di una bambina teutonica che non sta ferma un attimo, fa la spola dalla panca all'armadietto dei libri dei canti e viceversa, si siede nella navata, poi corre verso la sorellina-chierichetta, torna e alla fine riesce a infilare un libretto illustrato, adeguatamente sottile, nella grata della caldaia posta sul pavimento. Il papà sa già cosa fare e al termine della funzione prende la sua Endlösung: solleva la grata e come se niente fosse recupera il libretto...
Al tepore della pensioncina, la fräulein col suo costume tipico è un vulcano di ottimismo. Col freddo che c'è, vada pure per la cena a lume di candela!

Bautzen II: ex prigione della Stasi
Bautzen II, la prigione della Stasi, ospitò, oltre ad avversari politici del regime comunista tedesco-orientale, anche gente comune che aveva tentato di scappare dal paese, spie ed ex del regime caduti in disgrazia. La costruzione risale al 1905, ed è posteriore al carcere di Bautzen I, entrambi costruiti secondo gli standard dell'epoca. Immediatamente dopo la presa del potere da parte di Hitler, nel 1933 entrambe le carceri si riempirono di prigionieri politici, soprattutto comunisti e socialdemocratici, poi si aggiunsero i "non ariani". Con la costruzione del sistema concentrazionario nazista, le carceri rimasero parte del sistema repressivo e furono militarizzate. Nel 1945 i sovietici "liberatori" trasformarono l'antico Bautzen I ("Miseria gialla" per il colore dei muri dall'esterno) in un lager speciale per internare detenuti di guerra. I sovietici cambiarono la funzione del carcere, in cui furono rinchiusi molti avversari politici con false accuse. Le condizioni di vita nel lager speciale erano disumane, e vi morirono oltre 3000 detenuti per fame, malattia e freddo. Dal maggio '45 al febbraio 1950 passarono dal lager speciale di Bautzen I circa 27.000 detenuti, e circa la metà di essi vennero smistati poi in altri lager della zona sovietica, o in Polonia e URSS. I morti venivano sepolti in fosse comuni sulla Karnichelberg. Dopo la fondazione della DDR nell'ottobre 1949 la "Miseria gialla" passò alla Polizia popolare con i suoi 6000 detenuti ancora dentro. Bautzen I rimase un carcere politico fino all'89.
Bautzen II dal 1945 al '49 servì ai sovietici come carcere giudiziario, e poi passò anch'esso ai tedesco-orientali e fu controllato dal Ministero per la Sicurezza statale, che dal 1956 all'89 vi rinchiuse circa 2700 persone, l'80% delle quali per motivi politici. Bautzen II era il carcere dove venivano isolati dal resto del paese i "nemici dello Stato".
I detenuti di entrambe le carceri rividero la libertà solo nel dicembre 1989. Bautzen I è ancor oggi un carcere, mentre Bautzen II, chiuso come tale nel 1992, è stato successivamente trasformato in memoriale. E' quasi completamente visitabile e ospita mostre permanenti e temporanee, oltre a numerosi documenti multimediali sui due totalitarismi.

ALLOGGIO: PENSION VILLA ANTONIA

(4 - continua)


I lavori dei detenuti (da video).


I cortili per l'"ora d'aria".


I cortili per l'"ora d'aria".


Una cimice estratta...


e una ancora nella tappezzeria, come ne "Le vite degli altri".


La centralina che gestiva la radio interna e i microfoni nascosti nelle celle. La fobia spionistica era tale che anche gli spioni erano a loro volta spiati.


Manette.


Un foglietto clandestino degli anni '50.

Bautzen I, "Miseria gialla"


Una delle manifestazioni del dicembre 1989 davanti al carcere di Bautzen-I per la liberazione dei detenuti politici.


La dislocazione delle due carceri.