
Nato
il 23 gennaio 1953 a Vrchlabi (Trutnov). Negli anni '70
cerca invano di iscriversi alla facoltà di
giurisprudenza; autodidatta, acquisisce una certa esperienza
e diventa una sorta di "avvocato dei poveri". I guai con le
autorità di polizia iniziano per lui nell'aprile
1982, con un fermo di 5 mesi. Il 19 gennaio 1984 è
nuovamente arrestato e condannato a 14 mesi di carcere per
"saccheggio della proprietà socialista"; vista la
sentenza superiore a un anno, perde anche il posto di lavoro
(par. 59 del Codice del Lavoro). In libertà dal 1986,
sulla base della possibilità, almeno teorica, data
dalla Costituzione, si propone come candidato indipendente
alle elezioni al parlamento federale e diffonde una
piattaforma elettorale con l'aiuto del fratello Jiri. La
commissione elettorale si rifiuta di registrare la sua
candidatura. Nel maggio del 1986 i due fratelli vengono
arrestati e condannati per "sobillazione": Jiri a 12 mesi
(successivamente liberato), Pavel a 21 mesi di carcere e 3
anni di libertà vigilata. Il 13 agosto 1987 Pavel
viene trasferito alla Casa correzionale di Minkovice-Liberec
dove viene brutalmente percosso. Trasferito all'ospedale del
carcere di Praga Pankrac e successivamente a Bohnice , il 26
febbraio 1988 viene rimesso in libertà per motivi di
salute. Il 5 aprile 1988 è nuovamente arrestato per
"violazione delle regole sul controllo amministrativo", e il
20 aprile condannato a 5 mesi di prigione, nonostante
l'evidente gravità delle sue condizioni. Il 24 aprile
muore, intorno alle 18 nella cella 138 del carcere di Hradec
Kralove. La famiglia viene informata solo due giorni dopo la
morte (telegramma: "Suo figlio Pavel Wonka, nato il
31/1/1953, si è spento improvvisamente il 26/4/1988
nel carcere di Hradec Kralove. Desidera provvedere alla sua
sepoltura, oppure lascia l'incombenza allo Stato? F. to ten.
Jiri Bartos"). La madre, recatasi giorni prima a un
colloquio, non l'aveva quasi riconosciuto, tanto era
dimagrito e deperito. Charta 77 e il VONS inviano una
lettera aperta al parlamento federale chiedendo l'apertura
di un'inchiesta sulle circostanze della morte. Da parte loro
le autorità hanno respinto ogni accusa, affermando
che dai primi risultati dell'autopsia (eseguita in fretta e
furia a Hradec Kralove quando la notizia è divenuta
di dominio pubblico) "Pavel Wonka è morto per cause
naturali, in seguito a un'embolia ai polmoni". Al suo
funerale il 6 maggio partecipano centinaia di semplici
cittadini, membri dei gruppi informali e diplomatici
stranieri, ma la stampa aveva avuto l'ordine di non parlarne
assolutamente. Pavel Wonka è stato riabilitato dopo
il 1989. Al municipio di Hradec Kralove nel novembre 2003
è stata posta una targa con la scritta "Pavel Wonka,
vittima dell'odio comunista". Nessuna delle autorità
del regime coinvolte nel suo caso è stata punita. La
giudice Marcela Horvathova nel 1992 è stata nominata
giudice a vita. Il dottor Radim Pek, che aveva dato parere
favorevole alla permanenza in carcere, continua oggi a
ricevere i pazienti nel suo studio medico.
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