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Negli
anni 1950 e 1951 il regime comunista organizza in
Cecoslovacchia due campagne di raccolta firme in grande
stile per la "lotta per la pace"; entrambe le azioni
nascevano da un preciso contesto politico internazionale e,
facendo leva sulla minaccia bellica da poco superata, sono
sfruttate per legittimare il regime. Tuttavia dai documenti
del CC del Partito emergono diversi casi di cittadini che si
rifiutarono di firmare o di situazioni
impreviste. A Stoccolma, tra il 16 e il 20 marzo 1950, si svolge la terza riunione del Comitato permanente del congresso mondiale dei difensori della pace, che diffonde il cosiddetto Appello di Stoccolma indirizzato ai parlamenti di tutto il mondo in forma di petizione. Il 21 aprile in Cecoslovacchia il Comitato dei difensori della pace decide di organizzare una raccolta di firme. Il testo della petizione è il seguente: "Chiediamo che vengano ripudiate incondizionatamente le armi atomiche come strumento di intimidazione e di sterminio di massa. Chiediamo l'istituzione di un serio comitato di controllo internazionale che faccia rispettare queste indicazioni. Riteniamo che un governo che per primo utilizzi armi atomiche contro qualsiasi nazione, commette un crimine contro l'umanità e debba essere giudicato come criminale di guerra. Ci appelliamo a tutti gli uomini di buona volontà del mondo intero perchè sottoscrivano questo appello". |
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La
campagna per la raccolta firme, coordinata da Bedrich
Geminder, coinvolge tutta la struttura
politico-organizzativa del paese, e inizia il 14 maggio,
giornata dedicata alla Festa delle madri. Circola nelle
fabbriche, negli uffici, nelle scuole, e nella settimana tra
il 21 e il 28 maggio due funzionari del Fronte nazionale
girano casa per casa a raccogliere firme in tutti i comuni.
Inoltre il ministero dell'istruzione ordina agli insegnanti
di far conoscere ai propri alunni il movimento
internazionale per la pace, e di spingerli "a parlare di
questi argomenti a casa per influire sulle madri"; in alcune
scuole si organizzano gruppi per piantumare "viali della
pace" e preparare "campi gioco per la pace" per i
bambini.
Dai materiali della presidenza del Comitato centrale del Partito (20 maggio 1950) emerge che uno degli sforzi principali è quello di convincere i cittadini a credere che con il loro lavoro cooperano alla lotta per la pace, garantita soprattutto dall'URSS. Vengono anche rilette alcune parti dell'appello di Stoccolma: la politica americana di opposizione all'espansione del comunismo viene interpretata come preparazione della NATO a una guerra di intervento contro il blocco sovietico ("contro il campo della pace"). Si cerca di dimostrare in tutti i modi che gli USA e la Gran Bretagna intendono ripristinare il nazismo e proteggere i criminali di guerra (accusa portata anche dalla politica ufficiale cecoslovacca: cfr. "Rude Pravo" 23/2/1950). La campagna di raccolta firme incontra però alcuni ostacoli imprevisti; dai documenti del Partito si leggono alcuni casi curiosi: A Smrzice (Olomouc) un cittadino si rifiuta di firmare "fin quando gli americani non sono alle frontiere". A Kostelni, in provincia di Kraslice, un centinaio di cittadini di origine tedesca acclude una petizione locale, mentre a Liberec la raccolta è organizzata in modo talmente efficiente "che molti cittadini la firmano diverse volte"; a Pardubice qualcuno sui tavoli della petizione scrive "morte ai comunisti!"... Di firme ce ne sono anche troppe
In Lituania negli anni '40
circolava una barzelletta, diventata famosa. |
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Al
CC del Partito erano infatti giunti al 30 i seguenti dati
numerici:
Questi dati complessivi vengono così corretti:
I dati vengono corretti non sulla base del numero delle firme raccolte, ma sulla percentuale della popolazione residente nelle regioni; poi vengono pubblicati in questo modo:
Per dar maggior importanza
all'impresa, è lo stesso Gottwald ad apporre per
ultimo la sua firma il 30 maggio. fonte: B. Titzl, Podpisove akce "za mir" 1950 a 1951, in Securitas Imperi nr. 7, 2001 |
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