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FORUM
CIVICO
Dal
Documento programmatico
"Il
nostro paese si è venuto a trovare in una profonda
crisi etica, spirituale, ecologica, sociale, economica e
politica... Il monopolio del Partito in tutti i posti chiave
ha creato un sistema di vassallaggio ingiusto che ha
paralizzato l'intera società. La gente è
così sottoposta al ruolo di semplice esecutrice degli
ordini dei potenti. Le sono negati i diritti umani, civili e
politici fondamentali". Il programma prosegue elencando 7
punti, riguardanti il sistema statale democratico (nuova
Costituzione, garanzie legislative, sistema giudiziario
indipendente); il sistema politico; la politica estera (per
avere "un posto adeguato in Europa e nel mondo"); l'economia
nazionale; la giustizia sociale (porre "le condizioni per lo
sviluppo e l'affermazione delle capacità di
ciascuno"); l'ambiente; la cultura e l'istruzione ("la
cultura non può essere solo appannaggio degli
artisti, degli scienziati e degli insegnanti, ma una
modalità di vita di tutta la società civile.
Dobbiamo liberarci dai vincoli di qualsiasi ideologia e
superare la separazione artificiale dalla cultura
mondiale").
Dal
Documento n. 1 del 19.11.1989
Nel
corso della riunione odierna tenutasi al Club di
drammaturgia, alle 22 è stato istituito il Forum
civico come portavoce di quella parte della società
cecoslovacca che è sempre più critica verso la
politica dell'attuale governo e che in questi giorni
è stata profondamente turbata dalle repressioni messe
in atto contro gli studenti che manifestavano pacificamente.
Prendono parte ai lavori del forum Charta 77, il Comitato
Helsinki cecoslovacco, il Circolo dell'intelligencija
indipendente, lo HOS, l'Artforum, Difesa, gli studenti
indipendenti, Iniziativa democratica, il VONS,
l'Associazione pacifista indipendente, Dialogo aperto, il
PEN club cecoslovacco, alcuni membri del Partito socialista
e del Partito popolare, delle Chiese, delle unioni degli
artisti e di altre unioni, alcuni ex membri e attuali
tesserati del Partito comunista, e altri cittadini di vedute
democratiche. Il Forum civico è consapevole di poter
intavolare immediatamente le trattative con le
autorità statali riguardo questa situazione critica,
e di esprimere le richieste della
società...
1. Chiediamo che si
dimettano subito dalla propria funzione i membri della
presidenza del Comitato centrale del Partito che sono
direttamente coinvolti con la preparazione dell'intervento
dei cinque Stati del Patto di Varsavia del 1968, e sono
responsabili per la devastazione prolungata in tutte le
sfere della vita sociale nel nostro paese. Si tratta
esplicitamente di Gustav Husak, Milos Jakes, Jan Fojtik,
Miroslav Zavadil, Karel Hoffmann e Alois Indra. La funesta
politica di costoro, che per anni hanno rifiutato qualsiasi
dialogo democratico con la società, ha portato
inevitabilmente agli avvenimenti degli ultimi giorni.
2. Che si dimetta immediatamente il primo segretario del
Partito di Praga, Miroslav Stepan, e il ministro degli
interni federale Frantisek Kincl, responsabili degli
attacchi che la polizia ha condotto negli ultimi mesi contro
i cittadini che manifestavano pacificamente.
3. Che venga istituita una commissione d'inchiesta sugli
avvenimenti, cui partecipino rappresentanti del Forum.
4. Che vengano immediatamente rilasciati tutti i prigionieri
di coscienza, compresi quelli che sono stati fermati nel
corso delle ultime manifestazioni...
CLUB
DEMOCRISTIANO DEL MOVIMENTO PER LA LIBERTà
CIVILE
"Amici,
siamo pieni di gioia per la canonizzazione della nostra
Agnese premyslide. Siamo pieni di angoscia e di aspettativa
per questi giorni... Speriamo che vengano accolte le
richieste più importanti riguardanti le elezioni
libere, il sistema democratico pluralista e la correzione
dei peggiori sbagli dell'epoca passata. Speriamo di metterci
tutti sulla via di un futuro civilmente più pulito...
Mentre i marxisti volevano cambiare l'uomo con il mutamento
delle strutture sociali, noi vogliamo fare al contrario,
cambiare prima noi stessi in persone civilmente
responsabili. Per interi decenni siamo stati educati e
spinti a rimanere nel privato e a ritirarci dalla dimensione
della vita pubblica. Così è sorta la cultura
in cui oggi tutti viviamo, la cultura della paura e
dell'odio reciproco, la cultura dell'invidia e
dell'angoscia. L'uscita dall'attuale crisi economica,
politica, ecologica e morale sarà difficile e
lunga... L'entusiasmo di questi giorni verrà
sostituito da un lavoro duro e difficile. Ma sarà un
lavoro carico di significato, che porterà a qualcosa,
che veramente servirà al bene comune..."
V. Benda, J.
Cuhra, M. Freiova
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