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JOSEF
ZVERINA
L'avvento
dell'anno 1989
Il
tempo dell'Avvento è un affascinante periodo
dell'anno liturgico, un tempo di rinnovamento spirituale
della nazione. Un Avvento come quello che viviamo quest'anno
forse non 1'avevo vissuto da quel lontano primo Avvento in
cui nacque il mio sacerdozio. Soltanto quest'anno ho
cominciato a pregare su questi testi straordinari, volevo
trovare i passi che descrivono o interpretano o confermano
questo periodo. Mi sono reso conto che sarebbe uscito un
grosso volume, senza contare quello che in un modo o
nell'altro avrei tralasciato. Avvento significa venuta,
tempo di preparazione alla venuta di Cristo, tempo di
conversione e di speranza, di lieta attesa. Due testi chiave
che non posso dimenticare: "Ecco, il Signore viene e tutti i
suoi santi con lui. Si apra la terra e germini il
Salvatore", e il secondo: "Preparate le vie del
Signore".
Così l'eternità con dolce violenza e tenera
forza irrompe nei continui cambiamenti delle circostanze,
toccando le nostre anime di credenti e non credenti. Questa
irruzione di forze soprannaturali è stata resa
possibile dal rinnovamento spirituale promosso in
preparazione al millennio del martirio di sant'Adalberto,
dal processo di canonizzazione, durato secoli, della nostra
principessa povera ma ricca nello spirito. "Sant'Agnese -
dice la gente semplice - sapeva non aver fretta".
Ai protagonisti dell'Avvento - la Vergine Maria, il profeta
Isaia, Giovanni Battista - si unisce la nostra santa della
stirpe dei Premyslidi. Ripiena di Spirito Santo, profetessa
silenziosa e voce che parla ai re e ai secoli, Agnese sta
davanti a noi come simbolo del nostro Avvento dell'anno
della salvezza 1989. Sta in silenziosa preghiera, umile e
forte, semplice e nobile, come la colse Myslbek, testimone
di avvenimenti lontani e attuali. Prega per noi e con noi:
"Stillate cieli dall'alto e le nubi facciano piovere la
giustizia" (Is 45,8).
1 dicembre
1989 (J. Zverina. La gioia di essere Chiesa, p
64)
Agnese
di Boemia
La
benedizione di Agnese e le preghiere dei rappresentanti
della nostra Chiesa sono scese non solo sui presenti, ma
anche sui lontani, su tutta la nostra terra, dove giovani
poliziotti (secondo testimoni oculari) hanno rubato i fiori
di Agnese dal piedistallo della sua statua. Peggiori sono
stati poi i loro colpi brutali contro i giovani che avevano
come unica arma fiori e candele che ardono ancora a ricordo
del sangue versato. Cresceranno nuovi fiori, nuovi seguaci,
nuovi uomini. Le sedi episcopali vacanti non resteranno
più nelle mani incapaci di stringersi in preghiera.
Pregheremo noi anche per loro sant'Agnese! La missa
sollemnis non è finita in san Pietro. Continua
nel sangue sacrificale dei giovani, nell'illuminazione a
festa del gruppo di statue in piazza san Venceslao, nelle
preghiere alla santa che sta come roccia orante di fede,
speranza e carità.
14 novembre
1989 (J. Zverina. La gioia di essere Chiesa, p
58).
Preghiera
per le vittime della
violenza
Abbiamo
gridato in seicentomila. Prima e dopo altre decine di
migliaia. Sulla terra non abbiamo ottenuto ascolto. Adesso
il sangue degli innocenti grida al cielo. Gridano sei
milioni di cristiani, insieme ai milioni di fratelli e
sorelle che credono solo nella giustizia della storia. Il
Dio della verità e dell'amore ascolta i nostri
lamenti e le nostre preghiere. Preghiamo per tutti coloro
che soffrono e sono stati picchiati, per gli umiliati e gli
offesi. Preghiamo per tutti coloro che hanno fame e sete
della giustizia, per coloro che sono perseguitati,
torturati, imprigionati, offesi e disonorati a causa della
verità e della libertà, i diritti umani e la
giustizia, e per coloro che soffrono per il Tuo nome.
Preghiamo per i puri di cuore e gli operatori di pace.
Preghiamo per coloro che ci fanno violenza.
Fa', ti preghiamo, che non rispondiamo al male con il male,
alla violenza con la violenza, all'odio con l'odio.
Dacci, ti preghiamo, amministratori della cosa pubblica
saggi, giusti, responsabili e aperti.
Ti preghiamo per i nostri giovani che tornano a sventolare
il vessillo della speranza per il futuro della nostra
nazione: che siano onesti e saldi, coraggiosi e
giudiziosi.
Dacci, Signore, tutta la fede, la speranza e la
carità, la forza e la conoscenza che possiamo e
dobbiamo dimostrare nei fatti.
Amen.
(J.
Zverina. La gioia di essere Chiesa, p 59).
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