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Il
1970
Il
28 gennaio 1970 viene sollevato dalla funzione di presidente
del governo Ota Cernik e sostituito da Lubomir
.
Durante il plenum del Comitato Centrale del Partito, parte
la prima epurazione interna.
17
febbraio: a Ostrava,
il tribunale condanna lo scrittore Ota Filip a 18 mesi per
"sovvertimento della repubblica".
5
marzo. Inizio
dell'epurazione generale fra tutti gli iscritti al Partito.
Già avvertiti tramite lettera a gennaio, i membri del
Partito sono soggetti a uno screening ideologico. In tutti
gli organismi di base operano commissioni incaricate di
valutare l'eventuale partecipazione ad "azioni
antisocialiste". I tesserati devono rispondere a un
questionario politico-ideologico (con domande del tipo:
"Come giudica l'intervento armato dell'agosto 1968 nel
paese?"). La commissione decide se riconfermare la tessera
del Partito o espellere l'iscritto. Il 10 dicembre 1970
risultano espulsi dal Partito 473.731 membri (28%); il
numero degli iscritti scende così a 1.200.000. I
provvedimenti "interni" al Partito si ripercuotono nella
vita pubblica del tesserato, che può essere
licenziato o esonerato da incarichi (specialmente
nell'ambito della cultura); si verifica così un
cambiamento che interessa l'intero paese (vengono sostituiti
il 40% degli operatori economici, il 40% dei giornalisti, un
migliaio di insegnanti e molti funzionari delle forze
dell'ordine).
PROVVEDIMENTI
AMMINISTRATIVI CONTRO LA CHIESA
- 28/1/1970:
decreto n. 577/70 del ministero della cultura
slovacco che stabilisce limitazioni
all'attività ecclesiastica, fra cui il
nulla osta dell'Ufficio per gli Affari religiosi
anche per le messe private.
- 30/6/1970:
Decreto del ministero della cultura slovacco
(prot. mk 546/70, sek.) sul controllo statale
degli Ordini e delle Congregazioni religiose
femminili; la superiora può essere
nominata solo previo benestare
statale.
- Decreto mk
1270/70 op del ministero della cultura slovacco
e della pubblica istruzione: impone forti
limitazioni all'insegnamento della religione. Un
decreto analogo (11822/71 III) viene emanato dal
ministero della cultura ceco il 30 luglio
1971.
- 23/11/1970:
decreto del ministero della cultura ceco (prot.
n. 9 239/70 III), che vieta, oltre a
"manifestazioni culturali ecclesiastiche", lo
svolgimento di esercizi spirituali e corsi di
preparazione al matrimonio.
- 14/6/1971:
Lettera circolare dell'Ufficio per gli Affari
religiosi di Praga. Si respinge la richiesta
avanzata da esponenti degli Ordini religiosi
maschili boemi di una ripresa della loro
attività, considerandola dettata da
motivazioni politiche.
- 17/6/1971:
Lettera circolare mk 4525/71 del direttore
dell'Ufficio per gli Affari religiosi presso il
ministero della cultura slovacco. Viene disposto
il divieto totale di importare qualsiasi scritto
religioso.
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CENSIMENTO
DEL DICEMBRE 1970
Al 1
dicembre 1970 la Cecoslovacchia conta CSSR:
14.344.987 abitanti; di cui 9.807.697 cechi, e
4.537.290 slovacchi
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13
marzo: comincia lo
screening dei titoli di pubblicazioni messi all'indice.
Questi testi scompaiono dalle biblioteche, dalle librerie e
diventano inaccessibili al pubblico.
Il 6
maggio, dopo la visita
della delegazione sovietica con a capo Breznev e Kosygin,
viene firmato un nuovo accordo ventennale "sull'amicizia,
collaborazione a aiuto reciproco fra la Cecoslovacchia e
l'URSS".
6
giugno. Dubcek espulso
dal Partito.
8
luglio. Provvedimento
legislativo blocca le riabilitazioni.
10
dicembre. Documento
del Partito sulla crisi del '68.
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LA
STORIA IDEOLOGIZZATA
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"Gli sforzi
risolutivi sviluppati dalle forze
marxiste-leniniste crearono le premesse
perchè al plenum del CC del Partito
dell'aprile 1969 - i cui risultati furono accolti
dalla maggioranza dei comunisti cecoslovacchi con
soddisfazione e sostegno - fossero introdotti
mutamenti fondamentali nella conduzione e nella
politica del Partito. Con le dimissioni di
Alexander Dubcek dalla massima carica di Partito e
l'elezione di Husak a primo segretario del CC, si
aprì una nuova tappa, in cui il processo di
cambiamento in relazione alle forze presenti nel
Partito conseguì un nuovo livello
qualitativo".
"Alexander Dubcek non aiutò nemmeno
successivamente il Partito a superare la difficile
situazione creatasi, e nemmeno fece autocritica
delle proprie convinzioni contro gli interessi del
Partito e i suoi impegni internazionali. A causa
della sua posizione antipartitica e separatista che
mal si accordava con gli statuti del Partito, nel
giugno 1970 fu espulso dal Partito comunista
cecoslovacco".
"Il partito comunista cecoslovacco si è
sbarazzato di oltre un quinto dei suoi ex-membri
che durante la crisi non hanno resistito, o la cui
posizione non corrispondeva alle esigenze.
L'epurazione ha portato al consolidamento
organizzativo e al rafforzamento ideologico
dell'intero Partito e ha creato le condizioni per
la realizzazione del suo mandato attuale come
avanguardia della società socialista...
Fondamento dei rapporti internazionalisti del
nostro Partito e dello stato cecoslovacco è
la solidarietà fraterna con il Partito
comunista dell'Unione sovietica e con l'URSS.
Espressione di questa unità leninista...
è anche il nuovo accordo comune con l'URSS
del 6 maggio 1970, che conferma le risoluzioni dei
nostri popoli di andare sempre per una via comune
con i compagni sovietici e mai diversamente".
Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971
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