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La
"Lettera di invito"
La
busta, con la dicitura "non aprire senza il mio permesso -
K. Cernenko" e contenente i due originali delle lettere
è stata scoperta nel 1992 dal professor Pichoja,
dell'Archivio di Stato russo, che l'ha consegnata a El'cin.
Il riscontro dell'autenticità si è potuto
effettuare a Mosca solo nel 1992, da parte degli esperti
della Criminalpol federale ceca alle direttive del sostituto
procuratore Nechanicky. La prima lettera, siglata da 5
persone, è stata scritta in russo su una macchina da
scrivere di marca "Consul" fabbricata negli anni 1965-72. La
seconda lettera, in ceco, è firmata dal solo Antonin
Kapek e indirizzata all'"egregio compagno (Breznev)".
Secondo Petr Selest, all'epoca della Primavera funzionario
sovietico e membro del politburo del PCUS, esisterebbe una
terza lettera a Breznev, scritta in russo e sottoscritta da
una ventina di persone.
"Egregio
Leonid Il'ic (Breznev),
ci
rivolgiamo a Lei con la seguente dichiarazione, consapevoli
della grave responsabilità che ci assumiamo. Il
nostro processo democratico iniziato a gennaio e
fondamentalmente positivo, la correzione degli errori e
delle colpe commessi nel passato e dell'intera guida
politica della società, stanno via via scivolando
dalle mani del comitato centrale del partito. La stampa, la
radio e la televisione, che sono praticamente in
balìa delle forze di destra, hanno influenzato
l'opinione pubblica a tal punto che iniziano a inserirsi
elementi ostili nella vita politica del nostro paese, senza
che la società insorga. Creano ondate di nazionalismo
e sciovinismo e suscitano la psicosi anticomunista e
antisovietica. Il nostro collettivo - la gestione del
partito - ha commesso una serie di errori. Non abbiamo
saputo difendere e realizzare adeguatamente le norme
marxiste-leniniste della vita di partito, soprattutto i
principi del centralismo democratico. La gestione del
partito non è più in grado di difendersi
adeguatamente dagli attacchi contro il socialismo, non
è in grado di organizzare una resistenza né
ideologica né politica contro le forze di destra. La
stessa esistenza del socialismo nel nostro paese è
minacciata. Gli strumenti politici e di governo sono
già in una certa misura paralizzati. Le forze di
destra hanno creato condizioni favorevoli per il colpo di
Stato controrivoluzionario. In questa situazione ci
rivolgiamo a voi, comunisti sovietici, rappresentanti guida
del PCUS e dell'URSS, chiedendovi di appoggiarci ed aiutarci
efficacemente con tutti i mezzi a vostra disposizione. Solo
con il vostro aiuto si può salvare la Cecoslovacchia
dal pericolo minaccioso della controrivoluzione. Ci rendiamo
conto che per il PCUS e per l'URSS questo passo estremo per
la difesa del socialismo in Cecoslovacchia non è
semplice. Per questo lotteremo con tutte le forze e con
tutti i nostri mezzi. Nel caso in cui le nostre forze e
possibilità si esaurissero o non ottenessero
risultati positivi, considerate questa nostra dichiarazione
come una richiesta urgente di un'azione e di aiuto generale
da parte vostra. Tenendo conto della complessità e
della pericolosità della situazione nel nostro paese
vi chiediamo il massimo riserbo in merito alla nostra
dichiarazione. Per questo vi abbiamo scritto direttamente in
russo".
Firmato:
Indra, Kolder, Kapek, Svestka, Bil'ak
Così
commentava la "Pravda" moscovita nell'agosto '68: "Dirigenti
di partito e di Stato della repubblica socialista
cecoslovacca si sono rivolti all'URSS e agli altri paesi
alleati, chiedendo di fornire al popolo cecoslovacco
fratello un aiuto immediato, anche con l'ausilio delle forze
armate... Le misure intraprese non sono dirette contro lo
Stato... Esse servono alla pace e sono dettate dalla
preoccupazione di rafforzarla".
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