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Relatore: probabilmente Breznev. Dai documenti della Commissione federale cecoslovacca per l'analisi degli avvenimenti degli anni 1967-1970. "...Dal
3 agosto ad oggi nelle decisioni della presidenza del CC del
PCCS non è emerso nulla che si possa definire un
primo passo verso la realizzazione degli accordi e del
documento che abbiamo sottoscritto congiuntamente a
Bratislava. Non vi sono stati cambiamenti nei quadri
politici, nonostante le riunioni della presidenza del CC.
(...) Non sono state prese alcune decisioni. La destra resta
in attesa. Le riunioni si aprono e si chiudono, ma né
il partito né il popolo sa nulla. Si fa in modo che
la presidenza appaia unita, che non vi sia alcuna lotta
interna. E contemporaneamente, come sapete, la stampa, la
radio, la televisione e gli elementi sovversivi agiscono
nelle strade, mobilitano le masse. D'altra parte dobbiamo
però rilevare, osservando lo sviluppo degli
avvenimenti, che nel corso di questa lotta si è
andato catalizzando via via un collettivo di forze sane,
pian piano la loro compattezza si sta facendo strada, e sono
pronte allo scontro decisivo con la destra. Dapprima
ipotizzavano di condurre la lotta assieme al compagno
Dubcek, ma in seguito, quando si sono convinti che Dubcek
non solo esita, non solo non appoggia le forze sane su cui
la presidenza potrebbe appoggiarsi, ma al contrario prende
sempre più spesso le distanze dai suoi compagni e,
come se non bastasse, si è messo con la destra - a
questo punto le forze sane presenti nella presidenza hanno
deciso di lottare autonomamente. Inoltre le loro riflessioni
confermano che nel corso di questa lotta sono emersi piani
definitivi, opinioni politiche definitive sulla situazione
in Cecoslovacchia e sulle misure da adottare, compreso il
periodo in cui prendere queste misure. Dai loro interventi
ufficiali abbiamo capito come questa crisi politica stia
crescendo, come stia maturando l'esigenza politica di
risolvere il problema e contemporaneamente come si vada
consolidando l'unità delle forze sane presenti nella
presidenza del CC del PCCS. Da una certa esitazione e da
piani differenti sono confluiti verso un piano d'azione
unitario, verso scadenze unitarie, verso una valutazione
unitaria. Essi constatano come la destra non voglia
accettare la lotta reale e la diversità di
valutazione, perché la sua tattica è quella di
arrivare silenziosamente al prossimo Congresso, dove ha il
suo piano: vincere là. E le forze sane l'hanno
capito. Abbiamo anche materiali ufficiali da cui si capisce,
per esempio, come Husak si stia facendo avanti per prendere
il potere. Dobbiamo dar credito ai nostri amici quando
dicono che la destra intende fare di tutto per screditare
Bil'ak ancor prima del Congresso, perché nel corso
del Congresso le sue opinioni (e sono coraggiose,
politicamente corrette) non giungano al partito e al popolo.
Al contempo, la destra non permette assolutamente che Bil'ak
venga eletto negli organi direttivi. Così le forze
sane pensano di dover intervenire nei prossimi giorni
(domani o dopodomani) con forza per esigere la realizzazione
delle disposizioni previste dall'accordo di Cierné
(concreti cambi dei quadri e la realizzazione delle
risoluzioni della conferenza di Bratislava). Con tutta
probabilità - vi leggerò ora un documento -
questo è il limite politico estremo che dobbiamo
sfruttare, dobbiamo farci i conti seriamente, altrimenti non
potremo offrire più l'aiuto efficace alle forze sane
presenti nel CC del PCCS, e nemmeno al popolo cecoslovacco
per la difesa delle sue conquiste.
Vi leggo ora il documento che riassume i progetti e le richieste dei compagni: "Oggi mi sono incontrato con Indra. Mi ha chiesto questo incontro ed è venuto con Pavlovsky. Indra ha comunicato che il loro gruppo, composto di persone fidatissime, ha appena discusso un proprio piano d'azione per la prossima direzione del CC del PCCS, purché lunedì assicuriamo loro che nella notte tra il 20 e il 21 interverranno i nostri eserciti. Verso mezzanotte, durante la seduta della presidenza, cercheranno di provocare una frattura definitiva, ed esprimeranno la sfiducia politica ai sostenitori della destra, prendendo di fatto possesso della linea del partito e del governo. Sarà preparato un documento contenente un appello alla nazione e ai partiti fratelli perché aiutino le forze sane. I cechi ce lo daranno lunedì, ossia domani. In calce all'appello consegnato al compagno Breznev a Bratislava, dobbiamo ora aggiungere le forme dei membri della presidenza Barbirek e Rigo, così come i membri del governo Pavlovsky, Hamouz, Strougal, Hofman, Korcak, Lastovicka e Krici (?) (1). Su questo documento vi informerò in modo più dettagliato. Poiché, secondo loro, tale documento sarà diffuso la mattina del 21 agosto, quando i nostri eserciti già stanno entrando nel paese, Indra garantisce che durante la notte ci trasmetteranno una cinquantina di altre firme dei membri del CC e del governo che andranno a completare quelle che già abbiamo. Piller sarà informato di questo all'ultimo momento: sperano di poter avere anche la sua firma. E' un po' esitante, anche se sta dalla loro parte. Il 21 e il 22 agosto sarà convocata la riunione del CC e del parlamento, che sicuramente appoggeranno le loro opinioni e approveranno l'appello ai partiti fratelli con la richiesta dell'aiuto militare. Allo stesso tempo verrà diffuso un appello al popolo sottoscritto dai gruppi principali degli operatori culturali. Di notte, dopo la riunione della presidenza, verranno occupate le tipografie e la redazione del "Rudé pravo" e preparata un'edizione straordinaria. Tramite una delle persone di fiducia del loro gruppo d'azione verranno oscurate radio e televisione, e interrotte le comunicazioni telefoniche e telegrafiche. In mattinata sarà trasmesso un appello alla radio e alla televisione di un rappresentante del loro gruppo che spiegherà la situazione. Vorrebbero chiedere anche al presidente Svoboda una dichiarazione di questo tipo, ma si rivolgeranno a lui quando gli eserciti avranno il controllo della situazione. Stanno preparando l'elenco dei funzionari fedeli dell'apparato del CC del PCCS, dei segretari dei comitati regionali e provinciali, che nei giorni critici imporranno la linea del partito. Verranno scelti da 20 a 30 speaker e giornalisti radiotelevisivi. Quando la presidenza sarà consapevole dell'ingresso delle truppe, si rivolgeranno probabilmente al compagno Cernik e, considerate la sua ambizione e la sua viltà, gli offriranno di accordarsi con loro per avere la poltrona di capo del governo. Se Cernik rifiuterà, verrà proclamato un governo temporaneo rivoluzionario con a capo il compagno Pavlovsky. Nella lista dei ministri contano di inserire: [nel documento mancano i nomi]. A Dzur verrà chiesto di rimanere in carica e di non dare ordine all'esercito cecoslovacco di combattere contro le truppe dei paesi fratelli. Se Dzur esita, offriremo la funzione di ministro [della difesa] a uno dei vice. La questione dei membri del governo verrà poi risolta operativamente nel corso dell'azione. Tramite il compagno Salgovic verrà dato l'ordine di chiudere le frontiere occidentali. Secondo l'opinione dei nostri amici, se verrà presa una decisione affermativa, l'azione dovrà iniziare verso la mezzanotte del 20 agosto e entro il mattino del 21 dovranno essere occupati tutti i punti strategici, a Praga, Brno, Bratislava, Kosice e nelle altre città principali. Non intendono per ora ricorrere alle milizie operaie, che verranno impiegate quando avremo la certezza del successo della nostra azione. Gli amici ritengono che non sarebbe bene rimandare la data d'inizio dell'operazione nei giorni in cui si svolgerà il Congresso del PCCS perché, durando quattro-cinque giorni, un nostro intervento alla vigilia sarebbe strumentalizzato dalla propaganda occidentale. Inoltre non sono sicuri che alla presidenza avrebbero l'opportunità di realizzare tutti i piani. Gli amici chiedono una nostra risposta definitiva per lunedì, ed insistono affinché il politbjuro del CC del PCUS invii alla presidenza del CC del PCCS una lettera in cui ribadisce il contenuto degli impegni presi a Cierné nad Tisou, e che sarà consegnata non solo a Dubcek, ma anche agli altri membri della presidenza. L'abbiamo già fatto: sarà per loro il pretesto per cominciare a lottare apertamente contro i rappresentanti della destra, Dubcek compreso. Come è già stato comunicato, davanti alla presidenza del CC Dubcek ha nascosto sia il colloquio telefonico con il compagno Breznev e la sua lettera del 16 agosto, sia il memorandum sulla campagna antisovietica della stampa cecoslovacca. Gli amici chiedono che la lettera del politbjuro faccia riferimento a questi documenti, così metteranno Dubcek con le spalle al muro e lo costringeranno a leggere questi documenti alla presidenza. Indra chiede inoltre che la "Pravda" di oggi riprenda un articolo del "Rudé pravo" sulle azioni dei sovversivi. Abbiamo dato disposizione perché la "Pravda" lo pubblicasse..."
NOTE: 1. Frantisek Hamouz e Lubomir Strougal erano vicepresidenti del governo; Oldrich Pavlovsky, ministro del commercio; Josef Korcak, presidente della commissione energetica centrale, Bohuslav Lastovicka, presidente del parlamento federale; il nome "Krici" potrebbe essere un'erronea trascrizione per Josef Krejci, ministro dell'industria pesante. |